NOTA VERTENZA SCUOLA


C'è giunta notizia che alcuni comuni, anche su sollecitazione dei locali provveditorati, intendono dare preminenza ai possessori dei titoli di studio previsti dalla legge sulla parità scolastica rispetto il restante personale abilitato, ai fini dello scorrimento delle graduatorie del personale con il profilo di educatore di asilo nido e di scuola materna.
A fronte di ciò è opportuno ribadire a tutte le strutture in indirizzo che tali comportamenti vanno assolutamente contrastati e battuti per impedire che con tali atti siano cancellati anni di lavoro e vanificate preziose esperienze nel campo educativo.
Si tratta, infatti, di trovare soluzioni equilibrate che non alterino le giuste rivendicazioni di coloro che possiedono esperienze e capacità riconosciute sul campo in anni di lavoro rispetto ai possessori del solo titolo di studio.
Come è noto la legge sulla parità scolastica tutela la figura degli educatori e dei docenti che hanno lavorato nei nidi e nelle scuole materne degli Enti Locali prima dell'entrata in vigore della stessa, ritenendo valido il titolo di studio legale di abilitazione all'insegnamento conseguito presso le scuole magistrali o il titolo di studio di maturità magistrale, rilasciato dagli istituti magistrali" così come avveniva nel passato, permettendo a detto personale di non avere l'obbligo di possedere la specifica abilitazione prevista per i docenti occupati nella scuola materna statale.
Ciò mette su di un piano di assoluta uguaglianza il personale docente in possesso dei requisiti prescritti, a prescindere dal titolo di studio posseduto.
Di conseguenza, al fine di evitare eccessi interpretativi della legge sulla parità scolastica da parte delle amministrazioni, è opportuno che al riguardo si sviluppi la massima vigilanza da parte delle strutture in indirizzo al fine di evitare che siano assunti provvedimenti i cui effetti potrebbero avrebbero ricadute negative non solo tra i lavoratori ma, e questo sarebbe ancor più grave, anche sull'utenza.

Roma, 10 ottobre 2002

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