Dichiarazione stampa di
Giovanni Pagliarini
Segretario Nazionale F.P. CGIL
 

La sperimentazione del Ministro Moratti:
più mercato, meno cultura


La sperimentazione della riforma scolastica, proposta dal Ministro Letizia Moratti, è una pericolosa improvvisazione, che tende a ridisegnare l'impianto scolastico del nostro paese, anticipando in modo discutibile, i contenuti del Progetto di Legge non ancora esaminato dal Parlamento.

Una proposta che, se attuata, colpirà duramente la scuola dell'infanzia e la scuola elementare, cioè proprio il "primo anello" del sistema formativo e scolastico, compromettendo il diritto dei bambini ad avere una formazione di qualità.

Questo determinerebbe l'anticipo della frequenza a cinque anni e mezzo alla scuola elementare e di due anni e mezzo alla scuola dell'infanzia.

Inoltre, il provvedimento sul piano organizzativo non potrà che creare una grande confusione negli operatori del settore, mettere in difficoltà organizzative ed economiche gli Enti Locali, ma, soprattutto, genererà aspettative nelle famiglie che non potranno essere esaudite.

Basta pensare all'impatto sulle strutture, assolutamente inadeguate a rispondere alle esigenze di bambini di cinque anni e mezzo o di due anni e mezzo; i bambini dovranno piegarsi a tempi e spazi decisi dai grandi, dovranno crescere subito e in fretta.

Da non sottovalutare le difficoltà organizzative e gestionali dei Comuni, che per loro stessa ammissione, come denunciato dall'Anci, sono impreparati a gestire tali modifiche, tra l'altro in uno scenario di ulteriori riduzioni economiche, prefigurate dal Documento di Programmazione Economica e Finanziaria, predisposto dal Governo.

Una proposta, quella del Ministro, che respingiamo: perché risponde solo a criteri economicistici; perché è imposta alla scuola senza considerarne l'impatto, perché il suo vero scopo è quello di depotenziare la scuola pubblica a favore di quella privata.

Roma, 8 agosto 2002

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