PENSIONI ANZIANITA'
Prima della legge 449/97


Che cosa è

E' il trattamento pensionistico eventualmente spettante a seguito di collocamento a riposo "anticipato" rispetto ai limiti massimi di età previsti per il collocamento a riposo d’ufficio.

Qualunque sia la causa di cessazione dal servizio (dimissioni, decadenza, destituzione per procedimento disciplinare o condanna penale, riduzione di organico, soppressione del posto, scarso rendimento, incapacità professionale) si configura sempre un "pensionamento anticipato".

La pensione di anzianità, prevista dalla preesistente normativa, è stata transitoriamente conservata, ma ne sono stati modificati i requisiti per l'accesso.

QUANDO SE NE CONSEGUE IL DIRITTO


Le nuove disposizioni introdotte dalla legge n. 335/1995, relative ai requisiti per il diritto alla pensione di anzianità, stravolgono la previgente normativa in materia, ad eccezioni di alcune deroghe che verranno di seguito evidenziate.


In particolare

L'art. 1, comma 25 della legge n. 335/1995 stabilisce quando si potrà conseguire il diritto alla pensione di anzianità, una volta che la riforma previdenziale sarà a pieno regime:



Nella fase di prima applicazione della riforma previdenziale, l’art.
1, comma 26, prevede, per tutti i lavoratori, il conseguimento della pensione d’anzianità con:

  • un'anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni, ma in concomitanza ad un'età anagrafica (a partire da un minimo di 52 anni e successivamente crescente) letta in funzione dell'anno di accesso alla prestazione previdenziale (Tabella B col. 1, allegata alla legge n. 335/1995);

  • indipendentemente dall'età anagrafica, con maggiori anzianità rispetto ai 35 anni di contribuzione, così come indicato dalla Tabella B col. 2, allegata alla legge n. 335/1995.

Tabella B, colonna 1

Anno

Età anagrafica

Contribuzione minima

1996 –1997

35

52

1998 –1999
35
53
2000 –2001
35
54
2002-2003
35
55
2004 –2005
35
56

2006 in poi

 

35
57

Tabella B, colonna 2

Anno

Contribuzione minima

1996 –1998

36
1999 –2003
37
2004 –2005
38
2006 –2007
39

2008 e oltre

40



Va ricordato che

Ai fini del raggiungimento dell’anzianità contributiva richiesta per il diritto alla pensione, vanno considerati tutti i servizi e periodi comunque utili a pensione, compresi quelli riscattati e ricongiunti. Si sottolinea che il servizio utile, in base a quanto disposto dall’art. 3 della legge n. 274/1991, va arrotondato a mese intero, valutando per un mese la frazione superiore a 15 giorni.

E per gli iscritti all’INPDAP?

Per questi lavoratori come per gli altri pubblici dipendenti, che prima della riforma avevano la possibilità di fruire della pensione anticipata con anzianità contributive inferiori a 35 anni, sono previste, in aggiunta alle precedenti, altre due possibilità di uscita:

1° ipotesi : ferma restando l'età anagrafica di cui alla Tab. B, col. 1 della legge di riforma previdenziale n. 335/1995, per anno di pensionamento, si può accedere al trattamento di quiescenza con un'anzianità di servizio inferiore ai 35 anni, ma a condizione di aver raggiunto l'anzianità contributiva minima richiesta dalla previgente disciplina, così come indicata dall’art. 8 del decreto legislativo n. 503/1992.


In sintesi

Anno di decorrenza

Minimo contributivo

Età richiesta

1996 –1997

 

Quello previsto dalla precedente
normativa
Art. 8 Dlgs n. 503/1992

52

1998 –1999
53
2000 –2001
54
2002 –2003
55
2004 –2005
56
2006 in poi

57



Per questi casi l’art. 11, comma 16 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, ha tuttavia previsto una riduzione percentuale del trattamento pensionistico spettante, in relazione agli anni mancanti i 35 di contribuzione.


Anni mancanti a 35 di contribuzione

1   2   3  4   5   6   7   8   9   10   11   12   13   14   15


Percentuali di riduzione

1%   3%  5%   7%   9%   11%   13%   15%   17%   20%   23%   26%  29%   32%  35%

Per calcolare l’anzianità contributiva mancante ai 35 anni occorre arrotondare il servizio utile alla cessazione per eccesso o per difetto. La frazione di un anno superiore a 6 mesi e 15 giorni viene valutata come anno intero, altrimenti si trascura.

2° ipotesi : in questo caso si prescinde dall’età anagrafica, ma l’anzianità contributiva richiesta per il diritto a pensione viene rideterminato in base al servizio utile posseduto dal dipendente al 31 dicembre 1995, secondo le seguenti modalità:

Anzianità al 31 dicembre 1995

 

Anzianità necessaria al pensionamento

da 19 a 21

32

da 22 a 25
31
da 26 a 29
30



Cosa accadrà in questa ipotesi?

Le penalizzazioni percentuali da applicare sul trattamento pensionistico saranno determinate in relazione agli anni di contribuzione mancanti al raggiungimento dei 37.

Anni mancanti a 37

1

2

3

4

5

6

7

 

Penalizzazioni

 

1

 

3

 

5

 

7

 

9

 

11

 

13



In questa ipotesi la decorrenza della pensione è fissata al 1° gennaio dell’anno successivo alla maturazione del requisito previsto.


QUANDO SI PERCEPISCE LA PENSIONE ?


Con la legge di riforma si è provveduto ad una nuova regolamentazione della decorrenza del trattamento pensionistico anticipato in relazione alla data entro la quale viene maturato il requisito di anzianità contributiva ed al possesso, o meno, dell’età anagrafica di 57 anni.

Nei primi anni di applicazione della riforma si può accedere ai pensionamenti di anzianità secondo queste scadenze:

Art. 1, comma 29 Tab. E

Periodo 1996-1997

Data entro la quale si matura il requisito contributivo

 

Data di decorrenza del trattamento

+ 57 anni

- 57anni

31 dicembre 1994

1-1-96

1-4-96

31 dicembre 1995
1-7-96
1-10-96
30 giugno 1996
1-10-96
1-1-97
31 dicembre 1996
1-1-97
1-1-97
30 Giugno 1997
1-7-97
1-1-98
31 dicembre 1997
1-1-98
1-1-98



Per chi matura i requisiti contributivi dal 1° gennaio 1998:

Periodo dal 1998

Possesso dei requisiti entro

 

Accesso al pensionamento

+ 57 anni

- 57anni

1° trimestre

1° luglio

1° genn. anno succ.

2° trimestre 1° ottobre 1° genn. anno succ.
3° trimestre 1°genn. anno succ. 1° genn. anno succ.

4° trimestre

1° aprile anno succ. 1° aprile anno succ.

Queste date sono da considerare termini iniziali a partire dalla quali gli interessati possono ottenere la pensione


Si fa presente che

L’età richiesta di 57 anni , utile solo ai fini della decorrenza della pensione e non del diritto, può essere compiuta entro il giorno precedente la data di decorrenza della pensione stessa. Quindi, per l’accesso al pensionamento di anzianità dal 1° luglio, l’età di 57 anni dovrà essere perfezionata entro il 30 giugno mentre, per l’uscita programmata al 1° ottobre, i 57 anni dovranno essere compiti entro il 30 settembre dello stesso anno.

Per contro, i requisiti sia anagrafici che contributivi minimi richiesti per il conseguimento del diritto al trattamento pensionistico, devono essere maturati in costanza di iscrizione a questo Istituto.


CASI PARTICOLARI



Decorrenza Anzianità contributiva al 28 settembre 1994


Queste decorrenze le cosiddette "finestre" erano, peraltro, già previste dall’art.13 comma 5, della legge n. 724/1994 e vanno ad aggiungersi a quelle sanzionate dalla legge di riforma del sistema previdenziale n. 335/95. Per i beneficiari di queste uscite i requisiti richiesti per l'accesso al trattamento di quiescenza rimangono quelli fissati dalla normativa previgente alla legge di riforma con le eventuali riduzioni percentuali per gli anni di servizio mancanti ai 35.

Le decorrenze fissate dall’art. 13, comma 5, della legge n. 724/1994 debbono intendersi quali date fisse e non termini iniziali a partire dai quali si può ottenere il trattamento pensionistico.

PRIMA DELLA 335/95


Il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, in riferimento ad alcuni dipendenti pubblici cessati dal servizio in costanza di sospensione dell’accesso alle pensioni di anzianità precedente all’entrata in vigore della legge 8 agosto 1995, n. 335, ha espresso l’avviso, peraltro condiviso da questo Istituto, che ai suddetti dipendenti compete l’assegno di riposo a decorrere dal 1° settembre 1995.

Infatti l’art. 13 della legge n. 724/1994 ha prorogato fino all’entrata in vigore della legge di riforma del sistema previdenziale, e comunque non oltre il 30 giugno 1995, la sospensione di ogni disposizione che prevedeva l’applicazione del diritto a trattamenti anticipati rispetto all’età stabilita per il pensionamento di vecchiaia, ovvero per il collocamento a riposo d’ufficio.

Poichè alla data del 30 giugno 1995 il provvedimento di riforma previdenziale non era stato ancora approvato, con decreto legge 30 giugno 1995, n. 262, venne disposta una nuova proroga dell’efficacia del blocco delle pensioni di anzianità, fino al 31 agosto 1995. La successiva entrata in vigore della legge n. 335/1995 (17 agosto 1995) non richiese ulteriori reiterazioni.

Ricordato che gli effetti di un decreto legge non convertito possono essere fatti salvi solo con legge ordinaria, nel caso in esame si evidenziano due peculiarietà: la prima, che alla decadenza del richiamato D.L. n. 262/1995 non ha fatto seguito alcuna norma destinata a preservarne gli effetti esplicati; la seconda, che per la nuova disciplina introdotta dalla legge n. 335/1995 non sono stati previsti effetti retroattivi.

Di conseguenza, per effetto della mancata conversione in legge del decreto legge n. 262/1995, alla data dell’1-7-95 e fino al 16-8-95, non si era in presenza di una situazione di sospensione delle norme che consentivano l’accesso alla pensione di anzianità.


Quindi

Nei confronti di tutti coloro che siano cessati dal lavoro durante il periodo di sospensione della pensione di anzianità e fino al 16-8-95, andrà applicata la normativa antecedente all’entrata in vigore della legge n. 335/1995, con l’ovvia precisazione che, per effetto della sospensione operata dall’art. 13 della Legge n. 724/94, per coloro che alla data del 1° luglio 1995 erano già cessati dal servizio, tale normativa si applica solo a decorrere da tale data.

Poiché per i dipendenti pubblici la decorrenza della pensione di anzianità era disciplinata, prima dell’approvazione della legge di riforma, dall’art. 1 comma 2 ter del decreto legge 19settembre 1992 n. 384, convertito con modificazioni dalla legge n. 438/1992, si ritiene che per i trattamenti pensionistici di cui trattasi possa essere disposta la decorrenza dal 1° settembre 1995.