PROVINCIA DI TRENTO

LEGGE PROVINCIALE N. 28 DEL 2-11-1993
Norme in materia di polizia locale

Il Consiglio Provinciale ha approvato
Il Presidente della Giunta Provinciale
promulga la seguente legge:


ARTICOLO 1
Finalità

1. La Provincia, nell' ambito delle proprie competenze di cui all' articolo 9, numero 1 dello Statuto speciale di autonomia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 e nel rispetto dei principi stabiliti dalla legge 7 marzo 1986, n. 65 concernente << Legge - quadro sull' ordinamento della polizia municipale >> e della legge regionale 19 luglio 1992, n. 5 concernente << Norme sull' ordinamento della polizia municipale >>, disciplina con la presente legge l' organizzazione delle funzioni di polizia locale, urbana e rurale al fine di assicurare su tutto il territorio provinciale condizioni di uniformità nell' espletamento delle funzioni medesime.

ARTICOLO 2
Funzioni di polizia locale

1. I comuni sono titolari delle funzioni di polizia locale nelle materie di propria competenza e in quelle ad essi delegate.
2. A tal fine possono organizzare, anche in forma associata, un apposito servizio di polizia municipale in modo da assicurare le rispettive prestazioni nell' ambito territoriale di appartenenza con carattere di continuità e di uniformità .
3. Il servizio di cui al comma 2 provvede ad assicurare l' assolvimento dei compiti ad esso demandati dalle leggi e dai regolamenti vigenti ed in particolare a:
a) prevenire e reprimere le infrazioni alle norme di polizia locale;
b) vigilare sulla osservanza delle leggi, dei regolamenti, delle ordinanze e degli altri provvedimenti amministrativi emanati dalle competenti autorità , la cui esecuzione sia di competenza del comune;
c) prestare servizio d' ordine, di vigilanza e di scorta necessari per l' espletamento di attività istituzionali del comune;
d) vigilare sulla integrità e conservazione del patrimonio pubblico;
e) svolgere incarichi di informazione, accertamento e rilevazione connessi alle funzioni istituzionali comunali e comunque richiesti dalle autorità ed uffici legittimati a richiederli;
f) predisporre i servizi e collaborare alle operazioni di protezione civile di competenza del comune;
g) collaborare, d' intesa con le autorità competenti, alle operazioni di soccorso in caso di pubbliche calamità o disastri, nonché di privato infortunio;
h) esercitare le funzioni tecniche di controllo in materia di tutela dell' ambiente dagli inquinamenti;
i) svolgere le funzioni di polizia giudiziaria e le funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza ai sensi dell' articolo 5 della legge 7 marzo 1986, n. 65;
l) svolgere le funzioni previste dal secondo comma dell' articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 e connesse norme di attuazione di cui ai decreti del Presidente della Repubblica 1 novembre 1973, n. 686 e 19 novembre 1987, n. 526;
m) esercitare il servizio di polizia stradale attribuito dalla legge alla polizia locale.

ARTICOLO 3
Gestione associata

1. Al fine di assicurare funzionalità ed economicità nella gestione del servizio, le funzioni di cui all' articolo 2 possono essere esercitate dai comuni anche in forma associata.
2. In tal caso i comuni, ferma restando la facoltà di adottare le forme associative previste dalla legge regionale 4 gennaio 1993, n. 1 concernente << Nuovo ordinamento dei comuni della Regione Trentino - Alto Adige >>, possono demandare l' esercizio delle funzioni di polizia locale al comprensorio di rispettiva appartenenza, salvo successiva individuazione legislativa di un diverso ente gestore delle funzioni associate.
3. A tal fine i comuni interessati stipuleranno apposita convenzione con l' ente di cui al comma 2.
4. La Provincia favorisce ed incentiva l' esercizio in forma associata da parte dei comuni delle funzioni di polizia locale, utilizzando le somme assegnate ai sensi delle leggi in materia di finanza locale.

ARTICOLO 4
Collaborazione intercomunale
1. Per esigenze di carattere stagionale o temporaneo, ovvero ogni qual volta lo ritengano opportuno per migliorare la qualità del servizio o per realizzare una maggiore economicità della gestione, i comuni singoli o associati possono attuare forme di collaborazione per aspetti anche settoriali del servizio stesso, stabilendo a tal fine le opportune intese a mezzo di apposite convenzioni.

ARTICOLO 5
Dipendenza dei servizi di polizia municipale
1. Il sindaco o l' assessore da lui delegato impartisce le direttive per lo svolgimento delle funzioni di polizia locale, vigila sull' espletamento del servizio e adotta i provvedimenti previsti dalle leggi e dai regolamenti.
2. Nel caso di gestione associata, i comuni interessati prevedono nella relativa convenzione:
a) le modalità della gestione amministrativa e finanziaria del servizio.
3. Fermo restando le attribuzioni spettanti ai sindaci ai sensi del comma 1 e in armonia con quanto disposto dalla convenzione, nel caso di gestione associata il servizio ai fini organizzativi e di coordinamento dipende su tutto il territorio interessato dall' ente gestore.

ARTICOLO 6
Istituzione del corpo di polizia municipale

1. Il servizio di polizia municipale, inteso come struttura coordinata di persone e di mezzi, può essere organizzato attraverso l' istituzione di un apposito corpo nei comuni, singoli o associati, nei quali i relativi adempimenti sono espletati da un organico di almeno sette addetti.
2. L' ordinamento del corpo di polizia municipale deve, di regola, prevedere la presenza:
a) di un responsabile del corpo (comandante);
b) di addetti al coordinamento e al controllo;
c) di operatori (vigili).

ARTICOLO 7
Comandante del corpo di polizia municipale
1. Ad ogni corpo di polizia municipale è preposto un comandante.
2. Il comandante del corpo di polizia municipale attua le direttive impartite dal sindaco o dall'assessore da lui delegato ed è responsabile verso lo stesso dell' addestramento, della disciplina e dell' impiego tecnico - operativo del personale addetto al corpo.

ARTICOLO 8
Dotazione organica

1. la dotazione organica di ciascun servizio o corpo di polizia municipale deve essere determinata tenendo conto dei seguenti criteri generali:
a) consistenza della popolazione residente;
b) estensione e suddivisione del territorio in circoscrizioni o frazioni;
c) sviluppo edilizio;
d) tipo e quantità degli insediamenti industriali e commerciali;
e) presenze turistiche;
f) indice di motorizzazione;
g) caratteristiche socio - economiche del territorio;
h) presenze scolastiche;
i) presenza di nodi stradali;
l) presenza di organi o uffici periferici della amministrazione statale, regionale e provinciale;
m) fenomeni di pendolarismo.

ARTICOLO 9
Regolamenti

1. I comuni, singoli o associati, adottano i regolamenti di cui agli articoli 4 e 7 della legge 7 marzo 1986, n. 65 entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge.
2. I regolamenti in materia di polizia locale devono essere comunicati al Ministero dell' Interno tramite il Commissario del Governo.

ARTICOLO 10
Uniformi e mezzi

1. Le uniformi sono costituite da un insieme organico di oggetti di vestiario, di equipaggiamento e di accessori aventi specifica denominazione e realizzati in modo da soddisfare le esigenze di funzionalità e di identificazione. Le uniformi devono essere tali da escludere la stretta somiglianza con le uniformi delle forze di polizia e delle forze armate dello Stato.
2. Negli allegati A e B della presente legge sono determinate le caratteristiche, rispettivamente, delle uniformi e dei relativi distintivi di grado per gli addetti al servizio di polizia municipale.
3. Negli allegati C e D della presente legge sono, altresì , determinate le caratteristiche, rispettivamente, dei mezzi e degli strumenti operativi in dotazione ai servizi o corpi di polizia municipale, fatto salvo quanto stabilito dal comma 5 dell' articolo 5 della legge 7 marzo 1986, n. 65.

ARTICOLO 11
Professionalità degli addetti al servizio di polizia municipale

1. Il personale addetto al servizio di polizia municipale deve possedere una professionalità adeguata alle funzioni svolte.
2. Tale professionalità è assicurata tramite:
a) la partecipazione a corsi di preparazione ai concorsi di assunzione del personale da adibire a
funzioni di polizia locale;
b) la partecipazione periodica durante il rapporto di lavoro a corsi di aggiornamento;
c) la partecipazione a corsi di specializzazione in relazione all' impiego in specifici settori operativi.
3. In particolare, con riguardo a quanto disposto in materia di porto dell' arma dal comma 5 dell'articolo 5 della legge 7 marzo 1986, n. 65, il personale addetto al servizio di polizia municipale partecipa a periodici corsi di addestramento all' uso dell'arma, consistenti in lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, nel rispetto di quanto stabilito dalle disposizioni statali in materia.
4. La frequenza ai corsi di aggiornamento e di specializzazione è obbligatoria per gli addetti al servizio di polizia municipale.

ARTICOLO 12
Formazione ed aggiornamento professionale

1. La Provincia, d' intesa con l' Associazione nazionale dei comuni italiani( ANCI) e l' Unione nazionale comuni ed enti montani( UNCEM) e sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nel settore a livello provinciale, promuove l' organizzazione di corsi di preparazione ai concorsi di assunzione del personale da adibire a funzioni di polizia locale.
2. Al fine di assicurare in via continuativa un adeguato livello di professionalità del personale addetto al servizio di polizia municipale la Provincia, con le modalità di cui al comma 1, promuove altresì l' organizzazione di corsi di aggiornamento e di specializzazione.
3. I corsi di formazione, aggiornamento e specializzazione possono essere gestiti direttamente dalla Provincia, dai comuni singoli o associati, ovvero da strutture convenzionate.
4. La programmazione, le modalità di ammissione dei candidati, la durata e la tipologia dei corsi ed ogni altra norma organizzativa verranno stabilite con apposita deliberazione della Giunta provinciale su proposta del comitato di cui all' articolo 13.
5. La partecipazione con profitto ai corsi di preparazione ai concorsi costituisce titolo valutabile nei concorsi da bandirsi per il reclutamento del personale da adibire alle funzioni di polizia locale.
6. La Provincia concorre al finanziamento delle iniziative di formazione ed aggiornamento professionale con i criteri, i limiti e le modalità stabiliti da apposite deliberazioni della Giunta provinciale, sentito il comitato di cui all' articolo 13.

ARTICOLO 13
Comitato tecnico provinciale per le funzioni di polizia locale

1. E' istituito il comitato tecnico provinciale per le funzioni di polizia locale, composto:
a) dall' assessore provinciale competente in materia di enti locali che lo presiede;
b) dal dirigente del servizio enti locali o suo delegato, con funzioni di vicepresidente;
c) da quattro esperti in materia di polizia locale nominati dalla Giunta provinciale di cui almeno uno scelto tra i comandanti di polizia municipale;
d) da quattro rappresentanti degli enti gestori designati congiuntamente dall' ANCI e dall' UNCEM;
e) da tre rappresentanti sindacali designati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nel settore a livello provinciale da scegliersi fra gli addetti al servizio.
2. Le funzioni di segretario sono svolte da un funzionario del servizio enti locali.
3. Il comitato è nominato dalla Giunta provinciale e resta in carica per la durata della legislatura esercitando le funzioni sino all' insediamento del nuovo comitato.
4. Le associazioni e le organizzazioni di cui alle lettere d) ed e) del comma 1 devono comunicare le designazioni dei componenti di propria competenza entro trenta giorni dal ricevimento della relativa richiesta. Il comitato è validamente costituito anche nel caso in cui non siano pervenute le designazioni predette, salvo successive integrazioni.
5. Per la validità delle sedute del comitato è necessaria la presenza della maggioranza dei componenti in carica. Il comitato delibera a maggioranza dei presenti, in caso di parità prevale il voto di che presiede.
6. Ai componenti ed al segretario del comitato sono corrisposti i compensi stabiliti dalla normativa provinciale vigente.
7. Il servizio enti locali assicura il necessario supporto tecnico e amministrativo all' attività del comitato.

ARTICOLO 14
Compiti del comitato

1. Il comitato è organo consultivo della Provincia con il compito di:
a) esprimere pareri e proposte in ordine agli atti provinciali in materia di polizia locale;
b) formulare proposte in ordine all' organizzazione dei corsi di formazione ed aggiornamento professionale di cui all' articolo 12 e al riparto dei relativi oneri;
c) formulare proposte in ordine ad iniziative per il miglioramento del servizio;
d) esprimere pareri su altri particolari argomenti o questioni che dovessero riguardare il servizio;
e) verificare lo stato di attuazione della presente legge.

ARTICOLO 15
Norme transitorie

1. I comuni adeguano le caratteristiche delle uniformi e dei relativi distintivi di grado nonché le caratteristiche dei mezzi e degli strumenti operativi a quanto stabilito negli allegati A, B, C e D entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge.

ARTICOLO 16
Riferimento di spese

1. I corsi di cui all' articolo 12 si svolgono nell' ambito dei programmi di formazione e qualificazione del personale, di cui all' articolo 37 della legge provinciale 29 aprile 1983, n. 12 concernente << Nuovo ordinamento dei servizi e del personale della Provincia autonoma di Trento >>, modificato da ultimo dall' articolo 25 della legge provinciale 23 febbraio 1990, n. 6 << Disposizioni sul funzionamento della struttura provinciale >>.

ARTICOLO 17
Copertura degli oneri
1.
Ai maggiori oneri, valutati nell' importo complessivo di lire 3.000.000, derivanti dall'applicazione dell' articolo 13, comma 6, a carico dell' esercizio finanziario 1994, si provvede mediante l' utilizzo di una quota di pari importo, delle disponibilità derivanti dalle previsioni di spesa iscritte nel settore funzionale << Amministrazione generale >>, programma << Amministrazione generale >>, area di attività << Servizi generali >> del bilancio pluriennale 1993- 1995 di cui all' articolo 15 della legge provinciale 1 febbraio 1993, n. 4 concernente << Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per l' esercizio finanziario 1993 e bilancio pluriennale 1993- 1995 >>.
2. Per gli esercizi finanziari successivi si provvederà secondo le previsioni recate dal bilancio pluriennale della Provincia.

ARTICOLO 18
Variazioni di bilancio

OMISSIS

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Provincia.
Trento, 2 novembre 1993

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