Riforma della Polizia locale:
Un fallimento che danneggia la categoria

Comunicato di Giovanni Pagliarini Segretario Nazionale FP CGIL
 e
 Gennaro Martinelli Coordinatore Nazionale Polizia Locale

 

Il tema della riforma della Polizia Locale ha animato nel corso di questi anni il dibattito tra organizzazioni sindacali, confederali e di categoria, su un punto siamo tutti d’accordo: serve un nuovo assetto legislativo, in grado di riconoscere e valorizzare un’attività che negli anni è stata sottoposta a nuove e complesse sollecitazioni, all’interno di un rinnovato sistema di regole, diritti e tutele.

Le divisioni, tra l’altro profonde, si evidenziano sui contenuti della legge.

Non condividere delle posizioni, se manifestato con chiarezza e civiltà, non significa non rispettare chi la pensa diversamente, o non ricercare il dialogo o il confronto.

Da questo sito abbiamo in più occasioni manifestato, chiaramente e civilmente, la nostra preoccupazione e la nostra contrarietà nei confronti di proposte di legge che, in contrasto con l’attuale assetto legislativo, tendono a snaturare e disperdere quel prezioso patrimonio professionale e umano rappresentato da oltre cento anni di storia della categoria.

Abbiamo anche denunciato le inadempienze del governo che in oltre quattro anni di legislatura non ha prodotto nulla di concreto nei confronti della polizia locale e invitato a diffidare da iniziative di fine legislatura che hanno solo il sapore demagogico ed elettorale.

In questi giorni, purtroppo, molte delle cose che avevamo affermato si stanno avverando.

L’iniziativa di alcuni parlamentari di modificare alcuni articoli di legge inerenti la polizia locale, scambiando questo lavoro per riforma, è sostanzialmente fallito.

Si è trattato di un tentativo di parlare d’altro – inserimento nella 121 e modifica della legge sulla rappresentanza, pur sapendo di andare in contrasto con l’insieme delle normative vigenti – per eludere i veri temi della riforma: definizione di ruolo, compiti e funzioni; valorizzazione della specificità professionale; percorsi formativi certi; regolazione dei rapporti con gli altri livelli istituzionali e con le altre forze di polizia; estensione, alla polizia locale, delle tutele infortunistiche, assicurative e previdenziali applicate alle forze di polizia dello Stato e ridefinizione dell’indennità professionale e relativo incremento.

Questi sono solo alcuni dei temi che vanno trattati nella legge di riforma, ma su questi temi permane il silenzio!

Ora dopo i pareri espressi dal Ministero degli Interni e della Difesa, emerge con chiarezza il danno prodotto da chi si è prestato a evanescenti ed elettoralistiche  proposte, illudendo le lavoratrici e i lavoratori della polizia locale.

Per giungere ad una riforma, degna di questo nome ed in grado di dare risposte concrete ai problemi veri che quotidianamente le lavoratrici e i lavoratori si trovano ad affrontare nel garantire vivibilità e sicurezza delle città, serve un intervento organico che parta dalla valorizzazione della specificità professionale e dall'assegnazione, in via esclusiva delle competenze di polizia amministrativa, e in questo contesto collocare le questioni  del ruolo e dei compiti, delle qualifiche e della loro estensione, degli strumenti di lavoro,  del sistema di diritti e tutele e della questione economica riferita all’indennità professionale.

Per queste ragioni pensiamo che vi siano pesanti responsabilità nella mancata riforma, sicuramente del governo ma anche di chi continua a sponsorizzare proposte utili esclusivamente per la campagna elettorale di qualche onorevole!

La FP CGIL, rimane convinta della necessità della riforma e per raggiungere questo obiettivo riconferma la disponibilità al confronto e al dialogo con tutti, al fine di costruire una posizione condivisa capace di far decollare una rivendicazione che porti finalmente ad una compiuta legge di riforma.

Roma, 25 ottobre 2005