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Polizia Locale
Assemblea Nazionale ANCI
Riccione – 20/21/22 settembre 2006
Sintesi dell’intervento della FPCGIL
Nelle giornate del 20 e 21 settembre la delegazione FPCGIL composta dal
Segretario Nazionale Antonio Crispi e dal Coordinatore Nazionale della
Polizia Locale Gennaro Martinelli, ha partecipato a due importanti
sessioni di lavoro organizzate dall’ANCI ed incentrate sul tema della
legge di riforma.
Un
tema, questo, di assoluta rilevanza per la nostra O.S. a sostegno del
quale parlano la mobilitazione, le lotte sindacali e le iniziative che da
anni ci vedono protagonisti.
Definire una legge di riforma coerente con il ruolo
fondamentale della Polizia Locale nelle politiche integrate di sicurezza
urbana, è oltremodo necessario ed urgente.
L’assenza di una seria legge ordinamentale per la Polizia
Municipale e Provinciale ha deteriorato la qualità di questo importante
servizio pubblico, facendone pagare il prezzo ai cittadini in termini di
vivibilità e legalità ed agli agenti con una inaccettabile
sovraesposizione quotidiana.
Una situazione che ha prodotto confusione, legiferazioni
regionali tra loro dicotomiche con alcune di queste pericolosamente
distorsive della peculiare professionalità della Polizia Locale, modelli
organizzativi non rispondenti alle necessità dei cittadini e che hanno
distolto l’attenzione dai veri problemi che attanagliano il settore.
Ed è questa consapevolezza che ha caratterizzato l’intervento
del Segretario Nazionale alla sessione straordinaria del giorno 20
settembre e che ha visto riunite congiuntamente le assemblee nazionali
ANCI ed UPI della Polizia Locale.
In tale sede, è stato innanzitutto espressa la necessità di
dare corso alla richiesta, già formulata nei mesi scorsi e tuttora
inevasa, del Sindacato Confederale di un incontro urgente con le
delegazioni congiunte di ANCI – UPI – Conferenza delle Regioni, alfine di
verificare le reciproche impostazioni e le possibilità di convergenza
sulle direttrici fondamentali che devono caratterizzare la legge di
riforma, così da creare le condizioni di necessaria chiarezza e di
velocizzazione dell’iter.
Tale richiesta è divenuta oltremodo urgente ed indispensabile
alla luce di alcune dichiarazioni del rappresentante ANCI in materia di
ordinamento e di assetto della riforma, che stridono fortemente e
pericolosamente con le posizioni ufficiali della sua associazione.
Nel merito della questione la delegazione FP ha ribadito che
la proposta elaborata nel 2003 dal sistema delle autonomie è una buona
base di partenza, ma che va migliorata su alcuni punti attinenti questioni
essenziali.
In particolare, occorre caratterizzare la legge sul ruolo
pubblico della Polizia Locale valorizzandone compiti e funzioni ed
eliminando inutili confusioni con settori giuridicamente diversi.
Gli istituti di vigilanza privata sono destinati a compiti di
tutt’altra natura ed è estremamente pericoloso continuare a costruire
parallelismi legislativi che costituiscono il trampolino di lancio per
possibili tentativi di mercificare la sicurezza, con il risultato di
depotenziare in primis la Polizia Locale e le garanzie democratiche del
paese.
Una riforma è indispensabile anche per
questo settore privato, va fatta però con una legge specifica (che magari
parta dal miglioramento delle condizioni di lavoro e di professionalità
degli addetti), rispettosa della Costituzione e della assoluta necessità
che la sicurezza sia pubblica in tutte le sue articolazioni.
Le vicende del caso Telecom dovrebbero far riflettere tutti su
quanto questa nostra posizione non fosse ideologica, ma assolutamente
ragionevole.
Lo stesso dicasi per l’utilizzo del volontariato in compiti
comunque attinenti alla sicurezza.
Il volontariato merita attenzione e normative specifiche ma
non può essere inserito in una normativa che può provocare distorsioni nel
suo impiego.
In
ultima analisi, occorre giungere alla legge di Riforma della Polizia
Locale e non ad un pasticcio che alla fine sarebbe incapace di rispondere
alle sue stesse finalità.
Rafforzare e caratterizzare il ruolo della Polizia Locale con
una legge che abbia alcuni punti fondamentali.
-
Chiarezza di compiti e funzioni;
-
Equiparazione previdenziale, assistenziale ed infortunistica con le
Forze di Polizia ad ordinamento statale;
-
Percorsi professionali permanenti e coerenti con il ruolo, i compiti e
le funzioni assegnate dalla legge alla Polizia Locale nelle politiche
integrate di sicurezza urbana, caratterizzandola e valorizzandola nella
sua peculiarità in pari dignità con tutte le altre Forze di Polizia;
-
Destrutturazione e ristrutturazione della indennità di Polizia locale,
che va implementata con risorse aggiuntive a quelle destinate al rinnovo
contrattuale e resa automaticamente ed interamente erogabile all’atto
dell’assunzione senza la necessità di ulteriori passaggi;
-
L’autonomia dei Corpi da indebite ingerenze delle Amministrazioni. In
questo ambito rientra il ruolo dei comandanti, il rafforzamento delle
condizioni professionali e di accesso che ne rafforzino l’autonomia a
garanzia del servizio e degli stessi lavoratori.
Nel
corso della seconda giornata la FPCGIL ha partecipato al confronto tra
ANCI, UPI, Sindacati ed Associazioni Professionali con i lavoratori.
Nel
corso del suo intervento il Segretario Nazionale ha ribadito quanto già
rappresentato il giorno precedente in sede di sessione straordinaria,
evidenziando ulteriori tre questioni che rafforzano l’urgenza della legge:
·
Con una
circolare datata 4 agosto il Ministero del lavoro ha di fatto esteso
l’utilizzo del lavoro interinale alla a tutte le autonomie locali, ivi
compresa la Polizia Locale.
Un atto
gravissimo che non solo viola quanto sottoscritto nei contratti di lavoro,
ma depotenzia la Polizia Locale, lacera il concetto di sicurezza quale
servizio elusivamente pubblico e ne sovrespone gli appartenenti.
Il
Sindacato Confederale è già intervenuto chiedendone l’immediata revoca, ma
ancora una volta in assenza di una legge nazionale pagano i lavoratori e
gli standard qualitativi del servizio;
·
Si è
diffusa la moda di dotare gli agenti di manganelli quale panacea delle
disfunzioni operative o dei problemi sociali esistenti.
Su
questo punto la posizione della FP è chiarissima nel rifiutare che alla
necessità di modelli organizzativi funzionali, ad investimenti in
professionalità ed organici, al coordinamento con le forze di polizia
statali, ad adeguate politiche integrate di sicurezza urbana, all’adozione
d’interventi che prosciughino il brodo dell’emarginazione sociale e della
povertà, si sostituisca la sovraesposizione degli agenti e la
trasformazione dell’intero problema in una questione di ordine pubblico
con un alibi bello e fatto per Sindaci e Presidenti di Provincia.
L’atteggiamento della FP sulla dotazione dell’arma d’ordinanza è
improntato ad assoluto laicismo, pronti ad ogni utile discussione
sull’argomento che sia coerente con il ruolo della Polizia Locale.
Netta è
la contrarietà al manganello che trasforma l’impiego ed il ruolo della
Polizia.
E’,
comunque, questo un ulteriore momento di riflessione sull’urgenza della
legge di Riforma prima che l’attuale fai da te disegni una Polizia Locale
priva di qualsiasi riferimento nazionale.
·
Emerge una
stanchezza del settore nell’affrontare queste tematiche, segno che i dieci
anni passati a discutere di Riforma senza che il centrosinistra prima ed
il centrodestra poi siano stati capaci di approvare una seria legge di
Riforma, stanno producendo i loro effetti negativi .
Ecco
perché, la FP ha deciso di rilanciare ulteriormente la propria azione a
sostegno della legge di riforma convocando per il giorno 13 ottobre il
Coordinamento Nazionale che avrà il compito di valutare lo stato attuale
della situazione e delineare le iniziative da attivare sull’intero
territorio nazionale.
Infine,
l’intervento si è chiuso con una informativa sulle vicende connesse alla
finanziaria ed al CCNL. In particolare, è stato posto l’accento sulla
necessità che i lavoratori di questo importante servizio pubblico siano
informati e coinvolti sulle tematiche generali.
Chiudersi e piegarsi su se stessi significa non essere
partecipi della evoluzione di temi che ci riguardano come cittadini e
lavoratori, a partire dalla centralità della qualità dei servizi pubblici,
alla lotta al precariato, alla costruzione di città capaci di coniugare
vivibilità, solidarietà e rispetto delle regole.
Roma, 25 settembre 2006
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