Situazione Contratto Dirigenza Autonomie Locali

 

            Prima della pausa estiva ci sembra doveroso fare il punto sul rinnovo del CCNL Dirigenti  Autonomie Locali 2002-2003 che continua a rimanere in una situazione molto grave.

            Come abbiamo comunicato nelle note precedenti la direttiva del Comitato di settore all’ARAN è stata spedita da oltre due mesi al Governo il quale, con una grave e voluta scelta politica, si rifiuta di esaminarla per il visto necessario prima dell’invio definitivo all’ARAN stessa.

            L’atteggiamento del Governo, che riguarda peraltro tutti i comparti della dirigenza pubblica, si inserisce, oramai è del tutto chiaro, nel contesto di un disegno che vuole portare un attacco complessivo alla contrattazione nazionale di tutta la dirigenza. Il parziale sblocco che si era profilato, ad esempio, nelle settimane scorse per la direttiva del contratto dei medici non ha ancora visto assumere le decisioni formali conseguenti da parte del Consiglio dei ministri.

            E’ evidente che ci troviamo di fronte ad una scelta politica che diventa ancora più inaccettabile per il contratto della dirigenza autonomie locali per il quale gli oneri economici ricadono esclusivamente sugli enti, senza alcuna partecipazione da parte dello Stato. Ed altrettanto grave è che le mobilitazioni degli ultimi due anni, che hanno coinvolto appieno anche la dirigenza, vengano volutamente disattese mortificate.

            Sappiamo che il disagio della categoria sul territorio è molto forte, ma è anche necessario diffondere la consapevolezza che la partita che si sta giocando non vede alcuna sottovalutazione a livello sindacale,  della CGIL in particolare, e che a settembre sarà necessario mettere in campo nuove e più incisive iniziative. Colpisce negativamente, casomai, l’atteggiamento di alcuni sindacati autonomi, e della DIREL in prima fila, che nei mesi passati hanno diffuso comunicati incomprensibilmente ottimistici e nei quali si invitava in sostanza la dirigenza a non partecipare agli scioperi proclamati in quanto la soluzione contrattuale sembrava a portata di mano. Così non è, i fatti purtroppo lo dimostrano amaramente, ma resta inaccettabile il comportamento di chi cerca di ridurre la questione contrattuale quasi ad un dettaglio tecnico  per non volere attaccare una compagine governativa che si sta comportando in modo vergognoso.

            Vi invitiamo a diffondere capillarmente la nostra posizione in tutti gli enti nei quali è presente la dirigenza.

            E’ altrettanto indispensabile continuare a fare forti pressioni nei confronti delle amministrazioni, a partire da quelle più grandi, affinché esercitino pressioni nei confronti del Governo e delle loro associazioni. E bisogna dire che, fino ad ora, questo intervento non è stato certamente molto incisivo.

            Ricordiamo inoltre a tutti che, anche in assenza del contratto nazionale, devono essere attivati tavoli di contrattazione decentrata per la ridefinizione dei livelli della retribuzione di posizione e  risultato per il 2003 e 2004. Il contratto nazionale, infatti, per la dirigenza tutela il potere di acquisto solo di una parte della retribuzione (gabellare più una parte minima della retribuzione di posizione) lasciando al livello decentrato il compito di tutelare il potere di acquisto di una parte rilevatissima del trattamento economico.

            Questo comunicato viene pubblicato anche sul sito internet della FP CGIL ma invitiamo, comunque, tutte le strutture a tenere alto il livello informativo con la categoria anche nel periodo estivo.

            Fraterni saluti.

Roma, 15 giugno 2004

              GIANNI PAGLIARINI                                                                  SILVANO FRANZONI
           Segretario Naz. FP CGIL                                                 Coordinatore dirigenza Aut.Locali FP CGIL