Rinnovo contrattuale dirigenza Autonomie Locali:

DICHIARAZIONE STAMPA DI GIANNI PAGLIARINI SEGRETARIO FP CGIL
E DI
 SILVANO FRANZONI COORDINATORE DIRIGENZA AUTONOMIE LOCALI FP CGIL

 


La situazione relativa al rinnovo del contratto nazionale per la dirigenza delle autonomie locali (2002-2005) resta molto difficile e lo sciopero generale del pubblico impiego del 21 maggio vedrà la categoria mobilitata per rivendicare l’apertura della trattativa e la sua rapida conclusione.

Il varo della direttiva del Comitato di settore all’ARAN rappresenta un primo elemento positivo anche se giunge con grande ritardo al quale bisogna impedire che se aggiunga un altro (il rischio è fortissimo!) da parte del Governo prima dell’invio definitivo all’ARAN.

Non esiste alcuna ragione perché il negoziato non si apra e si chiuda rapidamente per rinnovare un contratto scaduto il 31.12.2001.

Nell’atteggiamento dilatorio delle controparti esiste un’esplicita sottovalutazione delle problematiche contrattuali della dirigenza delle autonomie locali e forte è il timore che lo stesso sia ispirato dalla volontà di portare un attacco alla stessa contrattazione nazionale.

Per quanto riguarda la proposta avanzata di affrontare in un’unica sessione contrattuale i bienni economici 2002-2003 e 2004-2005, la stessa può avere un senso solo se si sblocca il pesante contenzioso aperto con il Governo sulle risorse economiche per il 2004-2005 rispetto al quale è stato appunto proclamato lo sciopero generale del 21 maggio (8% la richiesta sindacale a fronte di una disponibilità contenuta nella Legge Finanziaria 2004 di appena il 3,6%).

In assenza di una rapida definizione della partita economica generale per il biennio 2004-2005, è indispensabile che la trattativa per la dirigenza autonomie locali si apra,e si chiuda, in relazione al biennio economico 2002-2003.

Lo sciopero generale del 21 maggio acquista, quindi, per la dirigenza delle autonomie locali un valore assolutamente prioritario aggiungendo alle rivendicazioni generali quelle specifiche relative alla improcrastinabile definizione del primo biennio economico oramai scaduto da oltre 28 mesi.

Roma, 11 maggio 2004