RINNOVO CCNL DIRIGENZA AUTONOMIE LOCALI
Sintesi del dibattito del Coordinamento Nazionale del 13 novembre.

  

Nella riunione del 13 novembre il coordinamento dirigenza autonomie locali CGIL ha svolto un’ampia discussione rispetto alle prospettive e alle problematiche relative al rinnovo contrattuale.

E’ stata ribadita la piena validità della piattaforma contrattuale sottoposta nei mesi passati all’ARAN riconfermando nella stessa gli elementi fondamentali necessari per la definizione di un’intesa contrattuale che sappia rispondere alle esigenze della categoria nel contesto della più generale impostazione CGIL rispetto alla partita dei rinnovi contrattuali.

Questi gli elementi di maggiore rilievo emersi dalla discussione:

-         La recente sottoscrizione dell’ipotesi di accordo(2002-2005 per la parte normativa e 2003-2003 per la parte economica) per il comparto delle autonomie locali rappresenta un dato estremamente positivo perché pone i necessari presupposti anche per il rinnovo relativo all’area dirigenziale. I ritardi che si sono accumulati, determinati dalla non volontà del Governo di rispettare i contenuti sostanziali dell’accordo del 4 febbraio 2002, sono oggettivamente gravi e solo la determinazione e la capacità di mobilitazione messa in campo nell’ultimo anno consentono ora di sbloccare una situazione particolarmente grave.

-         Il preaccordo del comparto stabilisce un altro elemento di forza relativo al fatto di avere raggiunto un’intesa che non si limita al pur fondamentale aspetto economico di tutela delle retribuzioni, ma che riesce a definire una struttura contrattuale che incide profondamente su diversi aspetti sia di carattere normativo che relativi alla classificazione professionale del personale.

-         Anche per il rinnovo del contratto della dirigenza dovrà essere cercata una strada con le stesse caratteristiche a partire dalla necessità di respingere a priori qualsiasi tentativo del Comitato di settore e dell’ARAN di svuotare il contratto nazionale a favore di una sostanziale “individualizzazione” della contrattazione della dirigenza. E’ uno scenario al quale abbiamo già assistito in passato e che non vorremmo ora si riproponesse.

-         Sarà necessaria, già dai prossimi giorni, una forte iniziativa nei confronti del Comitato di settore perché emani la necessaria direttiva all’ARAN in modo da consentire al più presto la partenza della trattativa.

-         Il contratto, come previsto nella piattaforma, dovrà vedere confluire le risorse economiche prevalentemente sugli incrementi tabellari ben sapendo che le variabilità, sia per la retribuzione di posizione che per quella di risultato, si gioca in modo già fortissimo a livello decentrato e non può certo essere la sede nazionale ad accentuare questo elemento.Gli incrementi retributivi ottenuti sul tabellare per il comparto (fatte le dovute proporzioni quantitative e stabilito qual è il riferimento quantitativo della quota di retribuzione di posizione tutelata nella rivalutazione dal contratto nazionale) saranno un importante punto di riferimento anche per la dirigenza. E’inoltre necessario prevedere un significativo incremento del minimo della retribuzione  di posizione.

-         La tutela dei valori retributivi per la restante quota della retribuzione di posizione e per quella di risultato saranno, come sempre, affidati alla contrattazione decentrata.

-         Il contratto per ciò che riguarda la parte non strettamente economica, non essendoci particolari pendenze o criticità aperte sul versante normativo per quel che riguarda la dirigenza, dovrà inoltre svilupparsi rispetto a temi quali la garanzia dei livelli di contrattazione negli enti di minore dimensione, le tutele da garantire rispetto ai processi di mobilità ed esternalizzazione, la garanzia di momenti più forti di confronto e contraddittorio in sede di attribuzione degli incarichi e di valutazione dei risultati, un rafforzamento delle garanzie nei casi di assegnazione ad incarichi di minor peso in relazione a processi di riorganizzazione (potenziamento meccanismo previsto dall’art.4 CCNL 2000-2001), elementi di raccordo fra la dirigenza a tempo determinato e quella di ruolo per evitare forti anomalie e disparità nei trattamenti economici e per assicurare un corretto rapporto fra le professionalità dirigenziali negli enti.

      GIAN GUIDO SANTUCCI                                      SILVANO FRANZONI

Comparto Naz.le  FP CGIL AA. LL.                Coord.re della Dirigenza Comparto AA.LL.

 Roma, 18 novembre 2003