Una trattativa a dir poco
deludente quella che si è aperta oggi all'ARAN per il rinnovo del
contratto nazionale di lavoro dei seicentomila addetti del comparto delle
Autonomie Locali.
Non solo il confronto è iniziato con un ritardo di 20 mesi rispetto alla
scadenza del vecchio contratto - grazie peraltro alla mobilitazione delle
lavoratrici e dei lavoratori che li ha visti scendere in piazza per ben
quattro volte - ma le organizzazioni sindacali si sono trovate di fronte a
proposte a dir poco sconcertanti che non danno risposta né alla questione
salariale che in questi ultimi mesi ha assunto aspetti drammatici a causa
dell'inflazione reale che viaggia ben al di sopra di quella programmata,
né ai problemi specifici del comparto.
In sostanza si tratta di proposte che non consentono il consolidamento
dell'attuale sistema contrattuale e che mettono in discussione il
rafforzamento e il potenziamento del processo riformatore che ha investito
la Pubblica Amministrazione Locale
Sul fronte degli incrementi economici la proposta avanzata prefigura
aumenti medi a regime di 92 euro comprensivi degli aumenti tabellari e
dell'incremento delle risorse per la contrattazione di secondo livello.
Si tratta di quantità economiche del tutto insufficienti sia per tutelare
il potere di acquisto delle retribuzioni sia per colmare il gap negativo
che il Comparto delle Autonomie Locali registra rispetto agli altri
Comparti Pubblici.
Preoccupa e ci vede completamente contrari l'idea della controparte di
modificare la struttura contrattuale proponendo indefiniti livelli di
contrattazione territoriale e la frantumazione del comparto attraverso la
moltiplicazione dei sistemi di inquadramento del personale.
Non possiamo, inoltre, accettare la riscrittura e l'indebolimento del
sistema di relazioni sindacali e la limitazione della contrattazione
decentrata integrativa;
Noi, comunque, non intendiamo arrenderci. Coerentemente con gli impegni
assunti con i lavoratori, con i contenuti della piattaforma e con i
risultati già acquisiti con la firma di altri contratti pubblici il
sindacato lavorerà con determinazione per raggiungere in tempi brevi un
contratto di qualità sia sul piano economico che normativo, in grado di
valorizzare il lavoro pubblico e di qualificare i servizi destinati ai
cittadini.
Serve quindi un cambiamento di rotta ed è evidente che in assenza di
segnali positivi il ricorso alla mobilitazione sarà inevitabile.
Roma, 10 settembre 2003
|