Autonomie Locali: iniziata la trattativa per il rinnovo del contratto Collettivo Nazionale
2002 - 2005
Comunicato stampa di Giovanni Pagliarini
Segretario Nazionale FP CGIL


Una trattativa a dir poco deludente quella che si è aperta oggi all'ARAN per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei seicentomila addetti del comparto delle Autonomie Locali.
Non solo il confronto è iniziato con un ritardo di 20 mesi rispetto alla scadenza del vecchio contratto - grazie peraltro alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori che li ha visti scendere in piazza per ben quattro volte - ma le organizzazioni sindacali si sono trovate di fronte a proposte a dir poco sconcertanti che non danno risposta né alla questione salariale che in questi ultimi mesi ha assunto aspetti drammatici a causa dell'inflazione reale che viaggia ben al di sopra di quella programmata, né ai problemi specifici del comparto.
In sostanza si tratta di proposte che non consentono il consolidamento dell'attuale sistema contrattuale e che mettono in discussione il rafforzamento e il potenziamento del processo riformatore che ha investito la Pubblica Amministrazione Locale
Sul fronte degli incrementi economici la proposta avanzata prefigura aumenti medi a regime di 92 euro comprensivi degli aumenti tabellari e dell'incremento delle risorse per la contrattazione di secondo livello.
Si tratta di quantità economiche del tutto insufficienti sia per tutelare il potere di acquisto delle retribuzioni sia per colmare il gap negativo che il Comparto delle Autonomie Locali registra rispetto agli altri Comparti Pubblici.
Preoccupa e ci vede completamente contrari l'idea della controparte di modificare la struttura contrattuale proponendo indefiniti livelli di contrattazione territoriale e la frantumazione del comparto attraverso la moltiplicazione dei sistemi di inquadramento del personale.
Non possiamo, inoltre, accettare la riscrittura e l'indebolimento del sistema di relazioni sindacali e la limitazione della contrattazione decentrata integrativa;
Noi, comunque, non intendiamo arrenderci. Coerentemente con gli impegni assunti con i lavoratori, con i contenuti della piattaforma e con i risultati già acquisiti con la firma di altri contratti pubblici il sindacato lavorerà con determinazione per raggiungere in tempi brevi un contratto di qualità sia sul piano economico che normativo, in grado di valorizzare il lavoro pubblico e di qualificare i servizi destinati ai cittadini.
Serve quindi un cambiamento di rotta ed è evidente che in assenza di segnali positivi il ricorso alla mobilitazione sarà inevitabile.

Roma, 10 settembre 2003