La posizione assunta
dall'Unione delle Province Italiane sul rinnovo del Contratto Nazionale
degli Enti Locali rischia, pur ponendo questioni legittime e
condivisibili, di produrre un ulteriore ed inaccettabile slittamento del
negoziato.
Non ci sfuggono le difficoltà economiche in cui versano gli Enti Locali a
seguito delle scelte del Governo, così come sono preoccupanti gli
ulteriori tagli prefigurati nella manovra finanziaria 2004, ma questo, non
può in alcun modo mettere in discussione il diritto delle lavoratrici e
dei lavoratori al rinnovo del contratto.
Contratto scaduto da ben 21 mesi.
Mentre i prezzi e il costo della vita continuano a salire, le retribuzioni
sono ferme al 2001.
E' giunto il momento di assumersi ognuno le proprie responsabilità, non
vi è più spazio per giochi e manovre, serve senso di responsabilità e
fatti concreti che vadano nella direzione della chiusura positiva del
negoziato.
In sostanza, non è tollerabile che la conseguenza di scelte, peraltro da
noi non condivise, si scarichino esclusivamente sulle lavoratrici e sui
lavoratori.
Appare evidente ed inevitabile che in assenza di risposte certe ed
adeguate lo stato di agitazione già proclamato si trasformerà in
iniziative di mobilitazione e di lotta.
Roma 25 settembre 2003
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