|
|
Assemblea
Nazionale dei Segretari Comunali |
|
Questa
assemblea nazionale nasce dall’esigenza di rilanciare una forte
iniziativa sindacale sul ruolo, i compiti e le funzioni della figura del Segretario
Comunale e provinciale, nel contesto dei profondi cambiamenti
che hanno investito e continuano ad investire investono il quadro
istituzionale e l’insieme del sistema delle Autonomie Locali. Registriamo,
in questa fase, forti elementi di ambiguità che caratterizzano il
processo riformatore, l’assetto dello stato, il significato di
federalismo e il rapporto tra potere centrale e potere locale, ed è
proprio in questo contesto confuso, che emerge il tentativo di
depotenziare e marginalizzare la figura del Segretario Comunale e Provinciale. Per
queste ragioni, l’iniziativa di oggi assume una rilevanza strategica a
sostegno della valorizzazione del ruolo, dei compiti e delle funzioni di
questa importante figura professionale. Quando
in gioco ci sono regole e valori democratici; quando si mettono in
discussione preziose e qualificate competenze costruite faticosamente,
rischiando di disperderle in modo irreversibile; quando a rischio vi è la
dignità lavorativa e personale; quando si rende incerto il futuro delle
persone, non si può stare
fermi a guardare. Ci
sono momenti in cui vanno messe da parte distanze e divergenze e vanno
ricercate e fatte prevalere convergere e posizioni condivise. Questo
è uno di quei momenti in cui sindacato confederale e sindacato di
categoria, valorizzando differenze e pluralismi, devono saper costruire
una posizione comune, allo scopo di porre con forza al centro della
discussione, l’esigenza di una serena e compiuta riflessione su una
figura professionale che ha dimostrato, sul campo, la capacità di
adeguare continuamente la propria professionalità alle mutevoli esigenze
del contesto in cui opera Una
riflessione, quindi, che nel ridisegnare e rafforzare il percorso
professionale della categoria dei segretari, sappia interagire e
contribuisca a sviluppare l’insieme dei temi che come sindacato,
unitariamente, abbiamo posto al centro della nostra vertenza. Siamo
consapevoli che ci siamo posti un obiettivo ambizioso:
rilanciare il ruolo delle Autonomie Locali attraverso
la valorizzazione della risorsa umana e
professionale, quale fattore indispensabile per costruire un rinnovato e moderno sistema pubblico locale,
capace di dare risposta ai bisogni dei cittadini e, nel contempo, di
promuovere lo sviluppo
economico e sociale del
territorio. La
distribuzione e ripartizione dei poteri tra
centro e periferia non può in alcun modo mettere in discussione
l’identità nazionale del nostro paese e i principi costituzionali sui
quali la repubblica si fonda. Al contrario, occorre rilanciare un’idea
di federalismo solidale, in grado di colmare le differenze territoriali e
di affrontare le sfide nel nuovo contesto d’integrazione europea. Anche
per queste ragioni pensiamo che contestualmente
al rafforzamento del concetto di autonomia, vada ripensata e
ricomposta la filiera delle responsabilità all’interno degli enti
locali, ponendole in capo ad una figura professionale di natura pubblica,
garante del principio di imparzialità dell’azione amministrativa, ed in
grado di modernizzare e semplificare la macchina pubblica locale. In
sostanza, a nostro avviso, sono maturi i tempi per assegnare questo ruolo
ai Segretari Comunali e Provinciali. Arriviamo
da una fase complicata e confusa dove, da un lato un’idea errata di
autonomia e, dall’altro la carenza di un quadro normativo chiaro, hanno
determinato una fuga in avanti, o meglio nel vuoto, di molte
amministrazioni. Oggi, dopo
l’approvazione della legge La Loggia, il sistema appare indirizzato
verso una fase in cui l’approfondimento prevale sugli impulsi
avventuristici. Ciò
nonostante la strada per affermare con nettezza e certezza ruolo, compiti
e funzioni del Segretario Comunale e Provinciale appare ancora lunga e
tortuosa, in quanto non basta riaffermare l’esistenza di una figura
professionale, ma occorre anche definirne l’ambito di azione. La
sensazione è che la stagione dell’ubriacatura aziendalistica nella
gestione della cosa pubblica, stia progressivamente
lasciando il passo ad
una esigenza e ad una modalità di gestione basate su un sistema integrato
di controlli interni, quale presupposto di una corretta ed efficace azione
pubblica. Ricondurre
questa attività alle competenze del segretario è certamente positivo, ma
questo non può e non deve, nella maniera più assoluta,
esaurirne gli ambiti d’azione. Non
potrà, cioè, rappresentare una funzione avulsa dall’attività degli
enti posta in capo ad un soggetto terzo, ma al
contrario dovrà rappresentare parte di una più ampia funzione di
direzione complessiva. Come
Funzione Pubblica CGIL, pur condividere la necessità della riforma del
1997, evidenziammo subito quello che appariva il punto debole:
l’incoerente coesistenza, all’interno degli enti, delle figure del
segretario e del direttore generale, ambiguità a tutt’oggi esistente e
principale causa della mancata definizione delle funzioni e del
ruolo del Segretario Comunale e Provinciale. L’esperienza
di questi anni ha rafforzato il nostro convincimento. Il
problema della contiguità e della sovrapposizione
di queste due figure è reale e non può essere più eluso.
Personalmente penso che la figura
di civic servant già
presente in altri paesi dell’Unione Europea,
risponda all’esigenza di ricomporre i livelli di responsabilità
e direzione all’interno del sistema delle autonomie.
Non è certamente mia intenzione imporre modelli, ma una cosa è
certa: questo tema va affrontato subito se effettivamente vogliamo
costruire una pubblica amministrazione locale al passo con i tempi e con
le mutate esigenze delle comunità locali, in grado anche di fare da volano
dello sviluppo territoriale. Per
quanto ci riguarda, assegnare al Segretario una funzione di direzione
complessiva, correlata ad una puntuale indicazione delle funzioni,
significa garantire anche la sua autonomia e per questa via garantire uno
dei principi cardine delle riforme della Pubblica Amministrazione: ovvero
la distinzione tra le responsabilità ed i compiti della politica rispetto
a quelli della sfera professionale. Il
rapporto tra queste due sfere, politica e professionale, non può
certamente riguardare solo una figura professionale; al contrario
sollecita una rivisitazione complessiva delle funzioni della dirigenza
pubblica e la necessità di abbandonare lo scimmiottamento del management
privato per costruire uno stile autonomo e originale a
tutela dell’autonomia professionale e della
distinzione delle competenze e delle
responsabilità. La
qualificazione della figura del Segretario passa anche attraverso il
rafforzamento e la salvaguardia
dell'Albo, come elemento di
garanzia, al fine di assicurare al sistema elevati standards di
professionalità adeguati
al nuovo contesto. Più
in generale è necessaria, un’attenta
riflessione sugli altri
pilastri della riforma, tra i
quali il sistema Agenzia e la Scuola Superiore della Pubblica
Amministrazione Locale. Si tratta di introdurre correttivi e miglioramenti
utili per consentire a questi ambiti di svilupparsi e
assolvere pienamente al ruolo che deve essergli riconosciuto. Questi
interventi, che inevitabilmente devono trovare un puntuale riferimento
normativo nell’ambito del nuovo Testo Unico degli Enti Locali, devono
essere preceduti da un confronto sindacale sul merito dei singoli
provvedimenti, che va avviato al più presto per consentire il necessario
approfondimento. Porci
l’obiettivo di riscrivere ambiti e compiti del segretario alla luce
delle mutate competenze degli enti, a seguito della modifica del Titolo V
della Costituzione, significa anche avere l’ambizione di guardare
lontano, con una visione dinamica, significa far leva sulla
valorizzazione professionale al fine di rendere più efficace
l’azione gestionale delle amministrazioni. Tutto
questo, però, non può prescindere da
un intervento di “manutenzione “ del sistema Agenzia-SSPAL. che
implica una verifica dell'attuale struttura organizzativa, a cominciare
dalle sezioni regionali. Cosi
come non può essere trascurato il ruolo della formazione: la Scuola Superiore
della Pubblica Amministazione Locale, alla
luce di quanto abbiamo visto in questi anni e per le nuove prospettive che
si aprono, deve poter
svolgere con piena autonomia ed autorevolezza il suo compito di scuola
superiore per i Segretari. Ma
non solo, noi pensiamo ad una scuola aperta, che deve rappresentare un
riferimento per tutte le amministrazioni
locali che vogliono investire in formazione nei confronti dei
propri dipendenti, abbandonando l’attuale modello formativo imposto dal
mercato e spesso inadeguato a rispondere alle esigenze della pubblica
amministrazione. Per
fare questo occorre una Scuola
Superiore della Pubblica Amministazione Locale
riformata e diretta
da un Comitato scientifico, al quale affidare la programmazione e
la realizzazione dei processi formativi indirizzati non solo ai segretari
comunali e provinciali, ma
all’insieme degli operatori pubblici locali. Parlare
di valorizzazione e tutela della figura del segretario comunale e
provinciale significa anche affrontare il tema del rinnovo del Contratto
Nazionale di Lavoro, scaduto da ben due anni, denunciando, innanzitutto,
il grave e ingiustificato ritardo che rappresenta la negazione di un
diritto inalienabile. Siamo
consapevoli che il negoziato sarà complesso e denso di difficoltà:
cosi come siamo consapevoli che
le sollecitazioni finora effettuate non hanno ancora avuto
riscontro, ma non demordiamo e soprattutto non siamo disponibili a
rinunciare a questo fondamentale diritto. Respingiamo
in modo categorico, anche
l’idea di accorpare la stagione contrattuale 2002-2005 in un'unica
sessione contrattuale, perché la sommatoria dei due biennii contrattuali
produce, oggettivamente, un impoverimento del contratto collettivo
nazionale di lavoro. La
piattaforma rivendicativa che abbiamo presentato, nel ribadire il rispetto
delle decorrenze, pone al centro la difesa dell’attuale modello
contrattuale, strutturato su due livelli, nazionale e decentrato, e il
ruolo del contratto nazionale, come elemento unificante e di tutela su
tutto il territorio nazionale in tema di diritti e di salario. Un’impostazione
con la quale vogliamo contrastare un’idea di destrutturazione e
ridimensionamento del contratto nazionale, tesa al superamento del suo
valore di universalità, per sostituirlo con un modello fondato sul
contratto individuale e sulla precarizzazione del lavoro. Per
quanto attiene al trattamento
economico, non solo va previsto il recupero del potere di acquisto della
retribuzione sull’inflazione reale, ma è necessario anche prevedere
l’allineamento del trattamento economico con quello della dirigenza del
comparto. Sul
piano normativo il contratto deve perfezionare e meglio regolamentare
tutti quegli istituti che incidono sull’attività quotidiana del Segretario, con
l’obiettivo di ampliarne la sfera di intervento, all’interno di
un quadro di autonomia e di tutela. Vanno
regolamentate sotto il profilo normativo ed economico le attività presso
le unioni di comune e le
comunità montane, cosi come è necessario stabilire modalità per il convenzionamento tra
più enti sul servizio di
Segreteria, senza che questo produca la messa in discussione del principio
generale dell’unicità della figura e delle funzioni del Segretario Comunale e
Provinciale, indipendentemente dalla dimensione demografica
degli enti. Dunque,
le cose da fare sono molte, il tema della valorizzazione del lavoro ed il
suo nesso con la qualificazione dei servizi, impone a tutti i soggetti
interessati serietà e rigore. Ed
è proprio serietà e rigore che chiederemo ai nostri interlocutori, per
costruire un futuro diverso per la figura professionale del Segretario Comunale e
Provinciale, per uscire dall’ambiguità dell’oggi, per
giungere compiutamente alla definizione del ruolo, dei compiti e delle
funzioni, per assegnare a questa figura professionale una più ampia
competenza in grado di contribuire al miglioramento della qualità e
dell’efficienza del sistema delle autonomie. Lo
faremo mettendo in campo tutta la nostra disponibilità, ma anche tutta la
nostra determinazione, poiché siamo convinti di avere grandi ragioni che
sosterremo con il coinvolgimento di tutta la categoria in una
straordinaria campagna di informazione e mobilitazione. Con
questa iniziativa, prende corpo e si sostanzia un importante percorso unitario
che, sin dai prossimi
giorni, lavorerà per costruire le condizioni che consentano di far valere
le nostre ragioni e per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti. Sono
convinto che se questo lavoro sarà sostenuto da tutti voi, di certo i
risultati non mancheranno. |
|