Assemblea Nazionale dei Segretari Comunali
 19 febbraio 2004 
 Roma - Sala della Protomoteca -
Intervento di Giovanni Pagliarini Segretario Nazionale FP CGIL

Questa assemblea nazionale nasce dall’esigenza di rilanciare una forte iniziativa sindacale sul ruolo, i compiti e le funzioni della figura del Segretario Comunale e provinciale, nel contesto dei profondi cambiamenti che hanno investito e continuano ad investire investono il quadro istituzionale e l’insieme del sistema delle Autonomie Locali.

Registriamo, in questa fase, forti elementi di ambiguità che caratterizzano il processo riformatore, l’assetto dello stato, il significato di federalismo e il rapporto tra potere centrale e potere locale, ed è proprio in questo contesto confuso, che emerge il tentativo di depotenziare e marginalizzare la figura del Segretario Comunale e Provinciale.

Per queste ragioni, l’iniziativa di oggi assume una rilevanza strategica a sostegno della valorizzazione del ruolo, dei compiti e delle funzioni di questa importante figura professionale.

Quando in gioco ci sono regole e valori democratici; quando si mettono in discussione preziose e qualificate competenze costruite faticosamente, rischiando di disperderle in modo irreversibile; quando a rischio vi è la dignità lavorativa e personale; quando si rende incerto il futuro delle persone,  non si può stare fermi a guardare.

Ci sono momenti in cui vanno messe da parte distanze e divergenze e vanno ricercate e fatte prevalere  convergere e posizioni condivise.

Questo è uno di quei momenti in cui sindacato confederale e sindacato di categoria, valorizzando differenze e pluralismi, devono saper costruire  una posizione comune, allo scopo di porre con forza al centro della discussione, l’esigenza di una serena e compiuta riflessione su una figura professionale che ha dimostrato, sul campo, la capacità di adeguare continuamente la propria professionalità alle mutevoli esigenze del contesto in cui opera

Una riflessione, quindi, che nel ridisegnare e rafforzare il percorso professionale della categoria dei segretari, sappia interagire e contribuisca a sviluppare l’insieme dei temi che come sindacato, unitariamente, abbiamo posto al centro della nostra vertenza.

Siamo consapevoli che ci siamo posti un obiettivo ambizioso:  rilanciare il ruolo delle Autonomie Locali attraverso  la valorizzazione della risorsa umana e  professionale, quale fattore indispensabile  per costruire un rinnovato e moderno sistema pubblico locale, capace di dare risposta ai bisogni dei cittadini e, nel contempo, di promuovere  lo sviluppo economico e sociale  del territorio.

La distribuzione e ripartizione dei poteri tra  centro e periferia non può in alcun modo mettere in discussione l’identità nazionale del nostro paese e i principi costituzionali sui quali la repubblica si fonda. Al contrario, occorre rilanciare un’idea di federalismo solidale, in grado di colmare le differenze territoriali e di affrontare le sfide nel nuovo contesto d’integrazione europea.

Anche per queste ragioni pensiamo che contestualmente  al rafforzamento del concetto di autonomia, vada ripensata e ricomposta la filiera delle responsabilità all’interno degli enti locali, ponendole in capo ad una figura professionale di natura pubblica, garante del principio di imparzialità dell’azione amministrativa, ed in grado di modernizzare e semplificare la macchina pubblica locale.

In sostanza, a nostro avviso, sono maturi i tempi per assegnare questo ruolo ai Segretari Comunali e Provinciali.

Arriviamo da una fase complicata e confusa dove, da un lato un’idea errata di autonomia e, dall’altro la carenza di un quadro normativo chiaro, hanno determinato una fuga in avanti, o meglio nel vuoto, di molte amministrazioni.  Oggi, dopo l’approvazione della legge La Loggia, il sistema appare indirizzato verso una fase in cui l’approfondimento prevale sugli impulsi avventuristici.

Ciò nonostante la strada per affermare con nettezza e certezza ruolo, compiti e funzioni del Segretario Comunale e Provinciale appare ancora lunga e tortuosa, in quanto non basta riaffermare l’esistenza di una figura professionale, ma occorre anche definirne l’ambito di azione.

La sensazione è che la stagione dell’ubriacatura aziendalistica nella gestione della cosa pubblica, stia progressivamente  lasciando  il passo ad una esigenza e ad una modalità di gestione basate su un sistema integrato di controlli interni, quale presupposto di una corretta ed efficace azione pubblica.

Ricondurre questa attività alle competenze del segretario è certamente positivo, ma questo non può e non deve, nella maniera più assoluta,  esaurirne gli ambiti d’azione.

Non potrà, cioè, rappresentare una funzione avulsa dall’attività degli enti posta in capo ad un soggetto terzo, ma al  contrario dovrà rappresentare parte di una più ampia funzione di direzione complessiva.

Come Funzione Pubblica CGIL, pur condividere la necessità della riforma del 1997, evidenziammo subito quello che appariva il punto debole: l’incoerente coesistenza, all’interno degli enti, delle figure del segretario e del direttore generale, ambiguità a tutt’oggi esistente e principale causa della mancata definizione delle funzioni e del  ruolo del Segretario Comunale e Provinciale.

L’esperienza di questi anni ha rafforzato il nostro convincimento.

Il  problema della contiguità e della sovrapposizione  di queste due figure è reale e non può essere più eluso.  Personalmente penso che la  figura di civic servant  già presente in altri paesi dell’Unione Europea,  risponda all’esigenza di ricomporre i livelli di responsabilità e direzione all’interno del sistema delle autonomie.  Non è certamente mia intenzione imporre modelli, ma una cosa è certa:  questo tema va affrontato subito se effettivamente vogliamo costruire una pubblica amministrazione locale al passo con i tempi e con le mutate esigenze delle comunità locali, in grado anche  di fare da  volano  dello sviluppo territoriale.

Per quanto ci riguarda, assegnare al Segretario una funzione di direzione complessiva, correlata ad una puntuale indicazione delle funzioni, significa garantire anche la sua autonomia e per questa via garantire uno dei principi cardine delle riforme della Pubblica Amministrazione: ovvero la distinzione tra le responsabilità ed i compiti della politica rispetto a quelli della sfera professionale.

Il rapporto tra queste due sfere, politica e professionale, non può certamente riguardare solo una figura professionale; al contrario sollecita una rivisitazione complessiva delle funzioni della dirigenza pubblica e la necessità di abbandonare lo scimmiottamento del management privato per costruire uno stile autonomo e originale a  tutela dell’autonomia professionale e della  distinzione delle competenze e delle  responsabilità.

La qualificazione della figura del Segretario passa anche attraverso il rafforzamento e la  salvaguardia dell'Albo,  come elemento di garanzia, al fine di assicurare al sistema elevati standards di  professionalità  adeguati al nuovo contesto.

Più in generale è necessaria,  un’attenta riflessione  sugli altri pilastri della riforma,  tra i quali il sistema Agenzia e la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale. Si tratta di introdurre correttivi e miglioramenti utili per consentire a questi ambiti di svilupparsi e  assolvere pienamente al ruolo che deve essergli riconosciuto.

Questi interventi, che inevitabilmente devono trovare un puntuale riferimento normativo nell’ambito del nuovo Testo Unico degli Enti Locali, devono essere preceduti da un confronto sindacale sul merito dei singoli provvedimenti, che va avviato al più presto per consentire il necessario approfondimento.

Porci l’obiettivo di riscrivere ambiti e compiti del segretario alla luce delle mutate competenze degli enti, a seguito della modifica del Titolo V della Costituzione, significa anche avere l’ambizione di guardare  lontano, con una visione dinamica, significa far leva sulla valorizzazione professionale al fine di rendere più efficace  l’azione gestionale delle amministrazioni.

Tutto questo, però, non può prescindere  da un intervento di “manutenzione “ del sistema Agenzia-SSPAL. che implica una verifica dell'attuale struttura organizzativa, a cominciare dalle sezioni regionali.

Cosi come non può essere trascurato il ruolo della formazione: la Scuola Superiore della Pubblica Amministazione Locale, alla luce di quanto abbiamo visto in questi anni e per le nuove prospettive che si aprono,  deve poter svolgere con piena autonomia ed autorevolezza il suo compito di scuola superiore per i Segretari.

Ma non solo, noi pensiamo ad una scuola aperta, che deve rappresentare un riferimento per tutte le amministrazioni  locali che vogliono investire in formazione nei confronti dei propri dipendenti, abbandonando l’attuale modello formativo imposto dal mercato e spesso inadeguato a rispondere alle esigenze della pubblica amministrazione.

Per fare questo occorre una Scuola Superiore della Pubblica Amministazione Locale riformata e diretta  da un Comitato scientifico, al quale affidare la programmazione e la realizzazione dei processi formativi indirizzati non solo ai segretari comunali e provinciali,  ma all’insieme degli operatori pubblici locali.

Parlare di valorizzazione e tutela della figura del segretario comunale e provinciale significa anche affrontare il tema del rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro, scaduto da ben due anni, denunciando, innanzitutto, il grave e ingiustificato ritardo che rappresenta la negazione di un diritto inalienabile.

Siamo consapevoli che il negoziato sarà complesso e denso di difficoltà:  cosi come siamo consapevoli che  le sollecitazioni finora effettuate non hanno ancora avuto riscontro, ma non demordiamo e soprattutto non siamo disponibili a rinunciare a questo fondamentale diritto.

Respingiamo  in modo categorico,  anche l’idea di  accorpare la stagione contrattuale 2002-2005 in un'unica sessione contrattuale, perché la sommatoria dei due biennii contrattuali produce, oggettivamente, un impoverimento del contratto collettivo nazionale di lavoro.

La piattaforma rivendicativa che abbiamo presentato, nel ribadire il rispetto delle decorrenze, pone al centro la difesa dell’attuale modello contrattuale, strutturato su due livelli, nazionale e decentrato, e il ruolo del contratto nazionale, come elemento unificante e di tutela su tutto il territorio nazionale in tema di diritti e di salario.

Un’impostazione con la quale vogliamo contrastare un’idea di destrutturazione e ridimensionamento del contratto nazionale, tesa al superamento del suo valore di universalità, per sostituirlo con un modello fondato sul contratto individuale e sulla precarizzazione del lavoro.

Per quanto attiene al  trattamento economico, non solo va previsto il recupero del potere di acquisto della retribuzione sull’inflazione reale, ma è necessario anche prevedere l’allineamento del trattamento economico con quello della dirigenza del comparto. 

Sul piano normativo il contratto deve perfezionare e meglio regolamentare tutti quegli istituti che incidono sull’attività quotidiana del Segretario,   con  l’obiettivo di ampliarne la sfera di intervento, all’interno di un quadro di autonomia e di tutela.

Vanno regolamentate sotto il profilo normativo ed economico le attività presso le unioni di comune  e le comunità montane, cosi come è necessario stabilire modalità per il  convenzionamento  tra più enti  sul servizio di Segreteria, senza che questo produca la messa in discussione del principio generale dell’unicità della figura e delle funzioni del Segretario Comunale e Provinciale, indipendentemente dalla dimensione demografica degli enti.

Dunque, le cose da fare sono molte, il tema della valorizzazione del lavoro ed il suo nesso con la qualificazione dei servizi, impone a tutti i soggetti interessati serietà e rigore.

Ed è proprio serietà e rigore che chiederemo ai nostri interlocutori, per costruire un futuro diverso per la figura professionale del Segretario Comunale e Provinciale, per uscire dall’ambiguità dell’oggi, per giungere compiutamente alla definizione del ruolo, dei compiti e delle funzioni, per assegnare a questa figura professionale una più ampia competenza in grado di contribuire al miglioramento della qualità e dell’efficienza del sistema delle autonomie.

Lo faremo mettendo in campo tutta la nostra disponibilità, ma anche tutta la nostra determinazione, poiché siamo convinti di avere grandi ragioni che sosterremo con il coinvolgimento di tutta la categoria in una straordinaria campagna di informazione e mobilitazione.

Con questa iniziativa,  prende corpo e si sostanzia un importante percorso unitario che,  sin dai prossimi giorni, lavorerà per costruire le condizioni che consentano di far valere le nostre ragioni e per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti.

Sono convinto che se questo lavoro sarà sostenuto da tutti voi, di certo i risultati non mancheranno.