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IL FUTURO PROFESSIONALE DEL SEGRETARIO COMUNALE E PROVINCIALE 1.
Con l’approvazione della legge costituzionale di modifica del
Tit. V della Costituzione si è riproposta la domanda se con
l’elevazione a rango costituzionale degli elementi caratterizzanti il
sistema autonomistico (potestà statutaria e normativa) si poteva ancora
mantenere una figura professionale necessaria per tutti gli enti, regolata
da una disciplina fondamentale di legge. Eppure
la figura del segretario comunale e provinciale, la sua funzione, era
stata oggetto, nel ’97, di una incisiva riforma che la collegava
all’evoluzione autonomistica dell’assetto dei poteri locali. Invece
di sviluppare il sistema posto in essere, per far sì che potesse trovare
il migliore assetto, si è dovuto assistere alla manifestazione di
posizioni, anche istituzionali, tese a rimettere in discussione la figura
del segretario, il ruolo e la funzione. Col tempo, tuttavia, si sono registrate valutazioni e posizioni che hanno messo in evidenza come la forza del sistema amministrativo locale e della stessa funzione di governo risieda nel potersi caratterizzare per alcuni principi ed elementi comuni, espressione dell’unità dell’ordinamento, che trovano la fonte di riferimento in leggi generali con le quali esaltare, invece di ridurre, le consistenti potestà adesso garantite dalla Costituzione. Riferimento, quest’ultimo, espressamente ribadito recentemente dalla stessa Corte Costituzionale che riconosce la competenza legislativa dello Stato, al di là della più o meno potestà attribuita, a condizione che si presentino esigenze ed istanze unitarie che ne legittimino l’attività unificante. Indubbiamente
con la legge n° 131 del 2003 (la c.d. Legge La Loggia) si sono aperti
scenari nuovi che possono consentire di riaffrontare in termini positivi
tutte le tematiche che ineriscono alla funzione ed al ruolo del
segretario. I
segretari comunali e provinciali sono convinti che occorre necessariamente
tenere ben presenti i caratteri delle organizzazioni comunali e
provinciali, la esigenza di governance
che assicuri il realizzarsi dei programmi da parte di chi è stato
investito di responsabilità di governo. L’azione
degli enti, nelle molteplici espressioni che vanno dalla programmazione,
alla attività regolativa, alla gestione ed alla realizzazione, alle
attività promozionali e di sviluppo, richiedono forti capacità
tecnico-amministrative come anche operative e gestionali. E col
manifestarsi di molteplici professionalità è necessario garantire la
presenza di centri dotati di una solida cultura di direzione complessiva. L’attività
degli enti che sempre più si caratterizza per complessità ed innovazione
(nuove forme di rapporto pubblico/privato, finanza innovativa, forme
gestionali coerenti con le regole comunitarie ecc.) richiede una forte
esigenza di garanzia, per fa si che si possa svolgere entro i canoni
dell'agire pubblico. Richiede
anche una forte capacità di integrazione che spinge verso una figura
professionale che esprima una cultura di direzione complessiva affidabile
per facilitare la realizzazione delle politiche e dei programmi
dell’ente, che abbia una profonda conoscenza della pubblica
amministrazione. Il
segretario non può che collocarsi in un articolato sistema integrato di
garanzie, nella posizione che consenta agli enti ed ai suoi amministratori
di sviluppare, nel rispetto dei moderni canoni di una amministrazione
efficiente, le politiche di governo dell’ente. Questa
funzione di garanzia non può, tuttavia, essere relegata ad un ruolo
formale di controllo, in una posizione di terzietà avulsa e scollegata
dall’attività, dal diretto ed immediato riferimento al buon andamento,
all’efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa
nell’interesse dei cittadini. Serve
una figura professionale, qual’ è il segretario, capace cioè di essere
punto di riferimento ed accompagnare costantemente l’azione
amministrativa. Ed è questa una esigenza comune a tutti gli enti e
che realizzerebbe un riferimento uniforme per tutti i governi locali. E’
evidente che questa funzione dovrà articolarsi con modalità che siano
coerenti con le esigenze ed i contesti espressione dell’autonomia degli
enti. Il
sistema, comunque, manifesta ormai con evidenza una forte esigenza di
sintesi; la necessità, cioè, di riuscire a coniugare, in una direzione
complessiva unitaria, efficienza e regolarità. E’ una prospettiva,
questa, che può riuscire a superare la esistente dicotomia , con modalità
e criteri a salvaguardia dei principi che governano il sistema nazionale
dell’albo dei segretari, e che può senz’altro risultare idonea a
sostenere nel modo più adeguato ed efficiente le azioni dell’ente e la
sua funzione di governo. 2.
L’esigenza di disporre di una figura altamente professionalizzata
e qualificata, per assicurare in modo uniforme per tutti gli enti questa
delicata funzione di direzione complessiva, richiede necessariamente la
presenza di autorevoli presidi per la più efficace gestione della
categoria. E’
assolutamente necessario, in particolare, sostenere queste funzioni con
una Scuola Superiore che abbia una forte caratterizzazione nazionale, per
il diretto collegamento della funzione di garanzia ai principi comuni
dell’ordinamento. La
presenza di una scuola autorevole, fortemente autonoma sul piano
scientifico, didattico, organizzativo e finanziario, luogo di studio e
ricerca collegata al sistema Governo-Autonomie Locali-Segretari, è la
vera garanzia per poter vincere la grande sfida che è quella di poter
affermare quell’idea di direzione complessiva che può svolgere il
segretario nel nuovo sistema amministrativo locale. Ecco
perché è assolutamente urgente superare la attuale fase di precarietà
che caratterizza l’attività della Scuola. La
Scuola, al di là della organizzazione di corsi per la progressione in
carriera, deve diventare il motore, l’alto e qualificato punto di
riferimento scientifico e culturale per l’alta dirigenza del sistema
delle autonomie. E’
una esigenza questa alla quale bisogna, urgentemente, dare risposte
concrete e convincenti, condivise dai soggetti protagonisti del sistema. 3.
La definizione del CCNL 2002-2005, è un altro tassello
fondamentale per sostenere compiutamente ruolo e funzioni del Segretario. E’
necessario avviare con urgenza l’apertura del confronto per evitare di
lasciare nell’incertezza non solo i segretari ma l’intero sistema. Le
Segreterie Nazionali sono impegnate ad affrontare la nuova tornata
contrattuale in modo unitario, partendo dai seguenti obiettivi prioritari: ·
definitiva
affermazione della unicità della funzione e della figura del segretario
con la riaffermazione della forte caratterizzazione professionale alla
quale deve trovare riscontro un’adeguata struttura retributiva e la
definizione di peculiari istituti giuridici per la gestione, il percorso
professionale e formativo; ·
definizione
della struttura retributiva, allineata alle condizioni della dirigenza di
comparto, coerente col ruolo e le funzioni del segretario con la
definizione, anche, di elementi di flessibilità della retribuzione
accessoria per cogliere le diverse situazioni di responsabilità
attribuite in sede locale; ·
completamento
del percorso di contrattualizzazione del rapporto di lavoro con
l’estensione a tutti gli aspetti che possono incidere sul ruolo
professionale e la condizione
lavorativa (convenzioni, unioni di comuni, disponibilità ecc.); ·
chiara
indicazione di un forte investimento nella formazione, aggiornamento e
specializzazione; ·
Salvaguardia
dei livelli occupazionali e dei diritti economici e normativi. Le
Segreterie Nazionali FP CGIL
- CISL FPS - UIL FPL – UNSCP sui temi della definizione dei nuovo
ordinamento dei segretari, nel contesto della revisione della legislazione
concernente l’ordinamento degli enti locali, assieme a quello
direttamente collegato della formazione e della definizione del nuovo CCNL
auspicano l’apertura di un vasto e proficuo confronto nelle sedi
istituzionali e con le Associazioni delle Autonomie per giungere a
risultati positivi e condivisi nell’interesse del sistema delle
autonomie. LE
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