Deliberazione della Giunta Regionale n. 28-9454 del 26 maggio 2003
 

 

OGGETTO: L. 448/2001 art. 70 – Micro-nidi – Individuazione dei requisiti strutturali e gestionali.

 Vista la Legge 28 dicembre 2001, n. 448 che ha istituito il Fondo per gli asili nido, finalizzato alla costruzione e alla gestione degli asili nido e dei micro-nidi nei luoghi di lavoro;

 Viste le Leggi Regionali n. 3/73 e n. 32/84 riguardanti la costruzione e la gestione degli asili nido tradizionali, che accolgono i minori appartenenti alla prima fascia dell’età infantile;

 Ravvisata la necessità di definire subito le norme essenziali per la realizzazione degli interventi di cui alla L. 448/2001, nelle more della modifica della L.R. 3/73 e s.m.i, i cui contenuti debbono essere aggiornati tenendo conto:

    1.      della modifica del Titolo V della Costituzione;

  1. della Legge n. 328/00 e del ddlr n. 407/02 applicativo;
  2. delle disposizioni delle Leggi Finanziarie nn. 448/2001 e 289/2002 e dei DD.MM. 17/05/2002 e 11/10/2002;
  3. delle disposizioni della Legge n. 53/2000 e del D.Lgs. n. 151/2001;
  4. delle norme fiscali che dispongono la deducibilità dal reddito complessivo, sia dei genitori che del datore di lavoro, delle spese di partecipazione alla gestione dei micro-nidi e dei nidi nei luoghi di lavoro;
  5. dei pressanti bisogni espressi dal territorio.

 Vista la Deliberazione del Consiglio regionale 15 luglio 1998, n. 479-8707, attuativa della L. 285/97 per quanto attiene ai servizi socio-educativi per la prima infanzia;

 Vista la Deliberazione della Giunta regionale n. 19-1361 del 20 novembre 2000, con la quale sono stati individuati i requisiti strutturali e gestionali per il “Centro di custodia oraria – baby parking“, definito come servizio socio-educativo-ricreativo che accoglie minori non in età della scuola dell’obbligo;

 Constatato che l’attivazione dei Centri di custodia oraria ha permesso di dare una coerente risposta al bisogno di presidi flessibili e differenziati in relazione alle molteplici e crescenti esigenze delle famiglie;

 Vista la Deliberazione della Giunta regionale n. 75-6737 del 22 luglio 2002, relativa all’approvazione del “bando per le azioni delle linee d’intervento 3 e 4 della Misura E1 – P.O.R. Fondo Sociale Europeo Ob.3”, in base alla quale sono stati ammessi a finanziamento gli studi di fattibilità e le sperimentazioni di modelli organizzativi aziendali per la cura dei figli, che includono i micro-nidi aziendali ed interaziendali.

 Ritenuto che le linee d’intervento contenute nella predetta D.G.R. n. 75-6737 insieme all’esperienza maturata attraverso gli interventi più recenti avviati in materia di servizi per i minori possono essere assunti come riferimento per normare e promuovere la realizzazione di nuove tipologie di presidi per la prima infanzia, collocati presso aziende e presso strutture destinate a servizi sociali o educativi;

 Ravvisata la necessità di proseguire nella ricerca e nell’individuazione di soluzioni educative sempre più rispondenti ai bisogni del bambino e delle famiglie e ritenuto di sviluppare i nuovi servizi previsti definendo i primi parametri strutturali e gestionali in ordine a due tipologie di servizi non regolamentati nella Legge Regionale 3/73, denominati:

-         nido d’azienda o micro-nido aziendale;

-         micro-nido.

 Esaminata la proposta formulata al riguardo dalla competente Direzione Politiche Sociali, d’intesa con la Direzione Sanità Pubblica, le cui caratteristiche sono contenute nell’Allegato A, che fa parte integrante e sostanziale della presente deliberazione e ritenuto la stessa rispondente alle finalità sopraindicate;

 Acquisito il parere favorevole del CO.RE.SA nella seduta del 16 aprile 2003;

 Sentite in merito le Organizzazioni Sindacali come da verbale di concertazione del 22 maggio 2003;

 Vista la L. n. 448/2001;

 Vista la L.R. n. 62/95 e s.m.i.;

 Vista la L.R. n. 3/73 e s.m.i.;

 La Giunta Regionale, unanime,

  

DELIBERA

-         di individuare, tra le strutture a carattere socio-assistenziale per l’infanzia, il Micro-nido e il nido aziendale, secondo le definizioni contenute nell’Allegato A, che fa parte integrante e sostanziale della presente deliberazione, dando atto che tale individuazione viene effettuata nelle more delle modifiche da apportare alla L.R. 3/73, i cui contenuti sono da aggiornare tenendo conto:

1.      della modifica del Titolo V della Costituzione;

2.      della Legge n. 328/00 e del ddlr n. 407/02 applicativo;

3.      delle disposizioni delle Leggi Finanziarie nn. 448/2001 e 289/2002 e dei DD.MM. 17/05/2002 e 11/10/2002;

4.      delle disposizioni della Legge n. 53/2000 e del D.Lgs. n. 151/2001;

5.      delle norme fiscali che dispongono la deducibilità dal reddito complessivo, sia dei genitori che del datore di lavoro, delle spese di partecipazione alla gestione dei micro-nidi e dei nidi nei luoghi di lavoro;

6.      dei pressanti bisogni espressi dal territorio.

-          di dare atto che l’esercizio dell’attività di cui trattasi, rientrando tra quelle aventi carattere socio-assistenziale, è subordinata all’autorizzazione al funzionamento rilasciata dai soggetti delegati alle funzioni di vigilanza ai sensi dell’art. 34 della Legge Regionale 13.04.1995, n. 62 e s.m.i.

-          di confermare le disposizioni già emanate con D.C.R. 15 luglio 1998, n. 479-8707, attuativa della L. 285/97, per quanto attiene ai servizi socio-educativi per la prima infanzia, nonché le disposizioni di cui alla D.G.R. n. 19-1361 del 20 novembre 2000 (baby parking).

La presente deliberazione sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte ai sensi dell’art. 65 dello Statuto.

 

 

 

 

 

 ALLEGATO A

STANDARD MINIMI DEI MICRO – NIDI.

 1)      Definizione.

 Il micro-nido e’ un servizio rivolto alla prima infanzia con finalità  di  socializzazione ed educazione dei bambini e delle bambine, nel quadro di una politica integrata di tutela e promozione dei diritti dell’infanzia, di armonizzazione dei tempi di lavoro e di cura, in  risposta alle esigenze del nucleo familiare.

 L’attivazione del micro-nido deve essere concordata con l’Ente locale di riferimento al fine di assicurare il coordinamento con la rete dei servizi per la prima infanzia presenti sul territorio comunale, nonché il raccordo con i servizi sociali del territorio.

 Il micro-nido si differenzia dall’asilo nido tradizionale per la minore capacità ricettiva.

 Il micro-nido collocato in ambito aziendale è denominato micro-nido aziendale o nido d’azienda. Le aziende proponenti devono evitare sovrapposizioni di interventi o riproposizioni di servizi già avviati dai Comuni, in una logica di integrazione e di utilizzo ottimale delle risorse, nonché di definizione di risposte adeguate ai bisogni emergenti delle popolazioni interessate, attuando il raccordo con gli enti istituzionalmente competenti ed assicurando il confronto con tutti i soggetti interessati nel territorio di appartenenza.

 L’apertura dei micro-nidi aziendali è concordata tra l’Ente gestore e le Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative a livello aziendale e territoriale, secondo una flessibilità organizzativa rispondente alle esigenze del bambino, nell’ambito dei criteri previsti dalla presente normativa.

2)      Destinatari.

Bambini di età non inferiore ai 3 mesi e non superiore ai 3 anni.

3)      Capacità ricettiva e orario minimo di apertura.

Le strutture possono accogliere un numero limitato di bambini, fino ad un massimo di 24.

Il micro-nido creato in Comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti deve avere una capacità ricettiva minima di 12 bambini. In tali Comuni possono essere attivati servizi con capacità ricettiva inferiore a 12 bambini nel caso in cui siano ubicati in località o frazioni storicamente e autonomamente individuate. Il vincolo non sussiste per i micro-nidi aziendali, nel solo caso in cui non ci siano richieste da parte del territorio di riferimento.

L’orario minimo di apertura e’ fissato in 6 ore giornaliere, di norma, per cinque giorni alla settimana.

4)      Personale.

Le figure educative operanti nel micro-nido sono in possesso di uno dei seguenti titoli:

-          diploma di puericultrice (fino ad esaurimento del titolo);

-          diploma di maestra di scuola d’infanzia (fino ad esaurimento del titolo);

-          diploma di maturità magistrale (fino ad esaurimento del titolo);

-          diploma di liceo psico-pedagogico;

-          diploma di vigilatrice d’infanzia, nel rispetto delle norme di cui all’art.1 della L.R. 17 marzo 1980, n. 16;

-          attestato di educatore per la prima infanzia;

-          diploma di dirigente di comunità (fino ad esaurimento del titolo);

-          diploma di laurea in scienze dell’educazione indirizzo scolastico.

 Il personale ausiliario presente nel micro-nido deve aver conseguito la licenza della scuola dell’obbligo.

 Il personale addetto alla cucina deve possedere un attestato di qualifica specifico per lo svolgimento delle mansioni previste.

 Il soggetto gestore del micro-nido deve garantire la funzione di coordinamento pedagogico svolta da personale adeguatamente qualificato per il quale è richiesto il possesso del diploma di laurea specifica ad indirizzo socio-pedagogico o socio-psicologico o dell’attestato rilasciato a seguito del corso regionale di Coordinatore pedagogico.

 Il Coordinatore pedagogico svolge compiti di indirizzo e sostegno tecnico al lavoro degli operatori, anche in rapporto alla loro formazione permanente, nonché compiti di valutazione e promozione della qualità dei servizi.

 Tra le figure educative del micro-nido deve inoltre essere individuato un responsabile.

 Il rapporto numerico tra le figure educative e i bambini deve essere tale da garantire l’assistenza per tutto l’arco di apertura del servizio ed è da calcolarsi secondo il seguente prospetto:

 Per un’utenza composta da bambini divezzi:

 

n. bambini iscritti

n. figure educative

n. operatori ausiliari

        da 1 a 6.

             1

                1

        da 6 a 12.

             2

                da 1 a 2

        da 12 a 18

             3

                2

        da 18 a 24

             4

                da 2 a 3

 

Per un’utenza composta da bambini lattanti:

 

n. bambini iscritti

n. figure educative

n. operatori ausiliari

        da 1 a 4.

             1

                1

        da 4 a 8.

             2

                da 1 a 2

        da 8 a 12

             3

                2

        da 12 a 16

             4

                da 2 a 3

        da 16 a 20

             5

                3

        da 20 a 24

             6

                da 3 a 4

 

L’Organico degli operatori va calcolato in base al numero e alla tipologia (lattanti/divezzi) degli iscritti nell’arco dell’anno di frequenza, nonché rispetto alle modalità organizzative del servizio.

 Al personale assunto presso i micro-nidi e i nidi aziendali deve essere applicato il Contratto Collettivo Nazionale di lavoro del personale del comparto delle Regioni  e delle Autonomie locali.

5)      Requisiti strutturali e di dimensionamento.

Il micro-nido, ubicato in aree facilmente accessibili alla popolazione interessata al servizio, può essere istituito presso:

-          aziende pubbliche o private collocate in qualsiasi zona urbanistica dei Piani Regolatori Comunali, purché sia garantita la salubrità degli ambienti, nonché presso immobili direttamente pertinenziali delle Aziende stesse (micro-nido aziendale o nido d’azienda);

-          immobili destinati a Servizi Sociali o Educativi.

 La struttura di insediamento deve garantire le seguenti caratteristiche:

a)      condizioni di stabilità in situazioni normali ed eccezionali, in conformità a quanto previsto dalle norme vigenti, nonché piena rispondenza alla normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro;

b)      requisiti igienici minimi previsti dai Regolamenti locali d’igiene e dalle normative nazionali e regionali vigenti in materia;

c)      condizione di sicurezza degli impianti, anche di prevenzione incendi, nei casi previsti dalla legge;

d)      accessibilità ai soggetti portatori di handicap usufruenti di sedia a ruote, secondo quanto stabilito dal D.P.R. n. 503/1996;

e)      licenza di abitabilità e/o d’uso dei locali.

Nel micro-nido gli spazi essenziali da prevedere, in funzione delle esigenze dei bambini, sono costituiti da:

  1. spazi per i bambini;
  1. spazi per gli operatori;
  1. servizi generali.

 L’articolazione analitica di tali spazi è, di norma, la seguente: 

Spazi funzionali

Destinazione d’uso

 

 

Superficie Utile

Per i bambini

Soggiorno e zona per l’alimentazione

 

3.00 mq/bamb.

 

Zona Riposo

1.00 mq./bamb.

 

Servizi Igienici

1.00 mq./bamb.

Per gli operatori

Accettazione e locale pluriuso per il personale

 

1.00 mq./bamb. con un minimo di 10 mq.

 

Spogliatoio personale

1.00 mq./ bamb.

 

Servizi Igienici per adulti

 

0.50 mq./bamb. con un minimo di 5 mq.

Totale

 

 

7.50 mq./ bamb.

Servizi generali

Cucina - dispensa 

1.00 mq./bamb.

 

Ambulatorio pediatrico

0.80 mq./bamb.

 

Lavanderia - deposito

0.40 mq./bamb.

Area esterna attrezzata (1)

 

 

1.00 mq./bamb.

(1) Standard indicativo

 Il dimensionamento degli spazi deve discendere dall’applicazione dei predetti parametri unitari e, nel caso di strutture con limitata capacità ricettiva non deve, di norma, essere inferiore ai seguenti valori minimi:

q       spazi per i bambini - 20 mq.

q       spazi per operatori – 15 mq.

q       servizi generali - 15 mq.

 Se il micro-nido ha una capienza ricettiva uguale o inferiore a 10 bambini gli spazi per gli operatori possono essere ricavati in locali che, ancorché non direttamente collegati agli spazi per i bambini, garantiscano comunque la funzionalità dell’attività. 

 I servizi generali possono essere accorpati con locali destinati al medesimo uso presenti nell’immobile, ferma restando l’indipendenza dell’area attrezzata.

 E’ ammessa la dislocazione all’esterno dei locali e del servizio di lavanderia nonché l’affidamento a terzi del servizio di predisposizione dei pasti trasportati secondo i limiti di cui al successivo punto 6), in conformità a quanto stabilito dal D.Lgs. 155/97 e s.m.i.

 Per la realizzazione del micro-nido in immobili esistenti sono ammesse riduzioni non superiori al 10% dei parametri costruttivi, fermo restando il rispetto del dimensionamento minimo di cui sopra.

 In ogni caso, si raccomanda l’organizzazione degli spazi secondo criteri di elevata flessibilità, evitando soluzioni distributive rigide.

 -          Accettazione e locale pluriuso per il personale.

 Quest’area è organizzata in modo tale da consentire un comodo accesso dei bambini, dotandola dello spazio occorrente per collocare un fasciatoio, nonché di armadietti per il deposito del vestiario.

 L’area deve contenere il locale destinato ad ufficio, realizzabile anche con il sistema “open-space”.

 -          Soggiorno e zona per l’alimentazione.

 Quest’area deve essere organizzata garantendo la possibilità di svolgimento di più attività ricreative differenziate e, in modo fisicamente separato, la somministrazione dei pasti. E’ auspicabile, pertanto, la suddivisione dell’area in due locali distinti.

 Nel caso in cui il micro-nido accolga anche bimbi lattanti, occorre che sia individuata un ulteriore locale appositamente destinato alla loro permanenza.

 -          Servizi igienici.

 I locali igienici devono essere illuminati ed aerati direttamente. Il servizio igienico deve essere dotato di antibagno che può essere aerato artificialmente. Nel locale antibagno è consentito il posizionamento del fasciatoio in uno spazio appositamente adibito all’uso. Il locale deve inoltre consentire il deposito dei materiali igienici fuori dalla portata dei bambini.

 I pavimenti devono essere piastrellati e le pareti rivestite di materiale lavabile fino a mt. 2.00 di altezza.

 Le tazze WC per i bambini devono essere di dimensioni ridotte, e previste in numero di almeno 1 vaso per 10 bambini, inserito ciascuno in box ispezionabili.

 I lavandini, singoli o con vasca allungata per punti multipli di erogazione dell’acqua, anch’essi di dimensioni adeguate, sono da posizionarsi nell’antibagno; l’acqua erogata deve essere premiscelata da un comando unico.

 Almeno un servizio igienico per adulti deve essere accessibile  ai soggetti portatori di handicap e usufruenti di sedia a ruote, secondo quanto stabilito dal D.P.R. n. 503/1996.

 -          Area esterna attrezzata

 Salvo dimostrata impossibilità, deve essere assicurata un’area esterna ad uso esclusivo del micro-nido, anche ricavabile in spazi non direttamente pertinenziali; essa deve risultare attrezzata per la permanenza e il gioco dei bambini.

6)      Servizio alimentare.

 L’ammissibilità della somministrazione di pasti trasportati è subordinata all’esito favorevole dell’analisi dei rischi e della valutazione delle procedure di prevenzione e controllo attuate dal produttore alimentare per garantire la sicurezza e l’igiene degli alimenti come richiesto dal D.Lgs. n. 155/97 e s.m.i, ed è realizzabile nel solo caso in cui il micro-nido ospiti bambini di età compresa fra 2 anni e 3 anni.

 In tutte le restanti situazioni deve essere almeno garantita una cucinotta per la preparazione delle pappe, di superficie utile minima di 6 mq.

 La preparazione dei pasti deve essere autorizzata ai sensi dell’art.2 della Legge n. 283/62 e deve essere svolta in locali adeguati ai requisiti di cui al D.P.R. n. 327/80.

 Nel caso di somministrazione di pasti veicolati il gestore dovrà produrre al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria competente per territorio la relazione contenente l’analisi-valutazione appropriata dei rischi legati all’attività e del relativo sistema di controllo, in considerazione della particolare utenza.

7)      Requisiti per l’esercizio dell’attività e autorizzazione al funzionamento.

Le persone addette all’attività, anche se in modo temporaneo, devono sottoporsi ai controlli sanitari prescritti dalle A.S.L.

Nei micro-nidi, anche in ambito aziendale, tutte le attività più propriamente di natura sanitaria dovranno essere assicurate dall’A.S.L. sul cui territorio insiste il servizio.

In merito ai libretti sanitari si applicano le norme contenute nella Deliberazione Giunta regionale n. 42-4511 del 19.11.2001 e le conseguenti modifiche e integrazioni.

Il micro-nido deve essere dotato di un registro delle presenze dei bambini, nel quale vanno annotati i singoli nominativi insieme a quello di un parente di riferimento, con il relativo recapito telefonico.

Tale registro deve essere sistematicamente aggiornato, annotando giornalmente la presenza e l’assenza degli utenti dell’asilo.

Il micro-nido deve essere dotato di un regolamento di organizzazione dell’attività indicante almeno:

-          i criteri per l’accesso;

-          le modalità di funzionamento del servizio, nonché le rette e gli orari;

-          gli strumenti previsti per la valutazione del servizio da parte dei fruitori;

-          le procedure per assicurare la tutela degli utenti;

-          le forme di partecipazione dei genitori all’attività del servizio;

-          le forme e gli strumenti di raccordo del micro-nido con i servizi socio-sanitari del territorio e con il Comune di ubicazione.

Per il primo accoglimento al micro-nido, anche nel caso di frequenza occasionale, il genitore o chi ne fa le veci deve presentare un certificato vaccinale aggiornato e una certificazione del pediatra di base che attesti l’assenza di malattie infettive in atto.

L’esercizio dell’attività è subordinata al possesso dell’autorizzazione al funzionamento rilasciata dai soggetti delegati alle funzioni di vigilanza, ai sensi art.34 L.R. n.62/95 e s.m.i.

Per il rilascio dell’autorizzazione al funzionamento del micro-nido d’azienda occorre acquisire il parere favorevole del Comune in cui è ubicato.

L’autorizzazione al funzionamento, il regolamento di organizzazione, l’orario di apertura giornaliero e le tariffe applicate vanno esposte in modo visibile nell’ingresso.

Ogni variazione delle caratteristiche del servizio va comunicata agli organi delegati alla vigilanza.

I servizi socio-educativi per la prima infanzia già attivati dai Comuni continuano a funzionare secondo le modalità organizzative stabilite dagli Enti titolari.

Sono comunque sempre sperimentabili e attuabili, da parte dei Comuni e degli Enti Gestori Socio-assistenziali (L.R. 62/95), progetti e iniziative atte a raggiungere le finalità di cui all’art.3 della Legge 28 agosto 1997, n.285.