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L’Assemblea
Nazionale dei quadri del comparto AALL tenutasi a Roma il 22 giugno ha
affrontato e condiviso la necessità di rafforzare il nesso tra il valore
del lavoro pubblico e la qualità dei servizi pubblici che sta
caratterizzando l’attuale stagione contrattuale, dalla stipula del CCNL
2002-2005 alla vertenza per il rinnovo del biennio economico 2004-2005. Il
comparto delle Autonomie Locali, oggetto negli ultimi anni di consistenti
innovazioni legislative, stenta a rispondere con la propria attività alla
domanda e ai bisogni dei cittadini con servizi più diffusi e di qualità. Anzi,
vanno accentuandosi processi di aziendalizzazione – incentrati sulla
riduzione del costo e della qualità del lavoro pubblico – che rischiano
di snaturare e ridurre il ruolo stesso delle Autonomie Locali nella
promozione e nella realizzazione di politiche di sviluppo e di coesione
sociale. Il
CCNL è riuscito a rappresentare un argine a tali processi, riuscendo nel
contempo a implementare il sistema di relazioni sindacali, a difendere il
potere d’acquisto delle retribuzioni ed avviare una perequazione delle
retribuzioni con gli altri settori della P.A., rafforzando le tutele per i
lavoratori coinvolti in processi di privatizzazione ed esternalizzazione,
impedendo l’introduzione di ulteriori forme di flessibilità e di
precarizzazione, confermando l’attuale sistema di classificazione
affidando una sua manutenzione ad una apposita commissione nazionale. La
stagione di contrattazione integrativa deve caratterizzarsi, in coerenza
con il modello consegnato dal nuovo CCNL, con piattaforme che mettano al
centro i diritti, la ricomposizione del ciclo produttivo e la
valorizzazione del lavoro e dei servizi. Piattaforme che dovranno
rappresentare i tratti distintivi dell’identità della categoria. Tale
stagione si intreccerà con quella per il rinnovo delle RSU e per questo
è necessario dare visibilità ai temi che hanno caratterizzato le
iniziative e le lotte della CGIL e
della FP, a partire dalla straordinaria manifestazione del 23 marzo. Bisogna
riuscire a trasformare il momento negoziale in un rapporto più forte con
le lavoratrici e i lavoratori, con i cittadini-utenti e,
contemporaneamente, con tutti i soggetti interessati a mettere in
relazione il valore del lavoro pubblico e la qualità dei servizi pubblici
locali, riconoscendo ad essi un ruolo fondamentale a sostegno dello
sviluppo del territorio e a difesa del welfare locale. Pertanto,
va lanciata la sfida sull’organizzazione del lavoro e sulla
ricomposizione del ciclo produttivo, intervenendo su tutti quei fattori in
grado di migliorare le condizioni lavorative e qualificare le prestazioni
dei lavoratori. Vanno
evitati, nella definizione delle piattaforme, orientamenti e scelte
tecnicistiche, restituendo agli obiettivi della contrattazione integrativa
contenuti coerenti con i valori e le priorità politiche che hanno
caratterizzato la linea della FP. In particolare si tratta di: - riconoscere il valore sociale del lavoro pubblico, difendendo la natura pubblica della gestione delle funzioni e delle attività degli enti; - contrastare e invertire i processi di esternalizzazione e privatizzazione; - sviluppare negoziati e vertenze per stabilizzare il lavoro precario e garantire diritti e tutele omogenee in tutti gli enti; - migliorare le condizioni di lavoro, potenziando l’intervento delle RSU sull’organizzazione del lavoro e favorendo percorsi di crescita professionale e processi formativi; - contrattare risorse aggiuntive da destinare ai sistemi incentivanti. Per
la FP CGIL le piattaforme rivendicative dovranno, pertanto, avere una
forte caratterizzazione politica, con l’obiettivo di utilizzare tutti
gli strumenti negoziali, a partire da quelli messi a disposizione dal
contratto nazionale, per contribuire ad affermare i servizi pubblici
locali come luoghi nei quali assumono consistenza i diritti di
cittadinanza. Il tema della valorizzazione del lavoro ed il suo nesso con la qualificazione dei servizi dovrà orientare l’aggiornamento del sistema di classificazione da parte della commissione paritetica prevista dal CCNL. Il nuovo sistema dovrà riconoscere e valorizzare l’identità dell’insieme delle specificità professionali presenti nelle Autonomie Locali, per qualificare i servizi del welfare locale. Per
queste ragioni i risultati del lavoro della commissione dovranno essere
esigibili nell’ambito della vigenza contrattuale. La
richiesta di aumento dell’8% per il secondo biennio economico è
coerente con l’impostazione salariale che ha caratterizzato il 1°
biennio, nella difesa ed incremento delle retribuzioni reali delle
lavoratrici e dei lavoratori pubblici. Le risorse pari al 3,6% previste
nella Finanziaria, mostrano
la volontà del Governo di non riconoscere l’esistenza di una questione
salariale che sta assumendo il carattere di una vera e propria emergenza. La
riuscita dello sciopero e della manifestazione del 21 maggio hanno
dimostrato che le lavoratrici ed i lavoratori
sono disponibili a sostenere con la mobilitazione e con la lotta la
tutela dei propri diritti, la difesa del salario e la qualità del lavoro. Per questo bisognerà proseguire le iniziative nella convinzione che il consenso e la partecipazione sono la forza che ci permetterà di chiudere positivamente l’intera stagione contrattuale ed affermarci nelle prossime elezioni RSU come il sindacato più rappresentativo del pubblico impiego. |