Preambolo contrattuale

 

Addì, 26 ottobre 2004, in Roma, presso la sede dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (di seguito, “Anci”), sono presenti:

per l’Anci:

dott. Angelo Rughetti, Direttore Generale;
dott. Carmine Pelliccioni, Responsabile Risorse Umane;
dott.ssa Susanna Fortuna, Responsabile Amministrativo;

per la UIL/Pa:

dott. Giacinto Fiore, Coordinatore nazionale;
avv. Olindo Cazzolla, consulente legale;
sig. Salvatore Ricotta;

per la Fp/CGIL:

dott. Gian Guido Santucci, Coordinatore nazionale;
dott. Fabrizio Clementi;
dott.ssa Gabriella Serrenti;
dott. Lamberto Baccini;

di seguito, “le Parti”.

Premesso che:

con note, rispettivamente, del 6 maggio 2004 e del 7 luglio 2004, la UIL/Pa e la Fp/Cgil hanno trasmesso le proprie piattaforme rivendicative per la stipula del contratto collettivo Anci;
si sono registrati numerosi incontri tra le Parti, tanto a livello propriamente sindacale, quanto a livello tecnico;
in data 28 luglio 2004, è stato già siglato un primo verbale d’intesa contrattuale;
nello stesso era contenuto l’impegno a proseguire gli incontri al fine di addivenire alla stipula del contratto collettivo nei tempi più rapidi possibili;
è di prossima celebrazione l’Assemblea Congressuale Anci, dalla quale scaturiranno i nuovi assetti gestionali dell’Associazione;
nelle more, appare comunque opportuno definire un quadro condiviso di contenuti generali e metodologici.

Considerato che:

tali contenuti hanno il valore di indirizzi per la prossima contrattazione collettiva;
sarà cura delle Parti riversare, anche ulteriormente specificandoli, tali contenuti generali e metodologici nel contratto collettivo.

Tutto ciò premesso e considerato, le Parti convengono quanto segue:

1. Le Parti si danno reciproco atto della forte positività della dinamica relazionale recentemente avviata.

2. Le stesse riconoscono nei Comuni il punto di snodo di una complessa fase di riassetto ed evoluzione del sistema complessivo di governo della comunità nazionale; e ciò vieppiù nella delicata transizione verso un federalismo solidale, equilibrato e attento alle esigenze dei cittadini e dei lavoratori.

3. Il sistema delle autonomie locali è chiamato ad affrontare originali e sempre più rilevanti sfide, in un contesto caratterizzato, soprattutto, da una crescente divaricazione tra il nuovo modello costituzionale e il concreto assetto di poteri delineatosi a livello amministrativo (con conseguenti e crescenti responsabilità non assistite da adeguati supporti finanziari e normativi), nonché dall’inestricabile sistema di correlazioni con le istituzioni comunitarie.

4. L’Anci rappresenta una realtà associativa che ha acquisito un ruolo crescente e insostituibile nell’assetto dei pubblici poteri del Paese.

5. La tumultuosa crescita degli enti locali e, in particolare, dei Comuni – culminata con la costituzionalizzazione del principio di sussidiarietà verticale e il riconoscimento, ai sensi dell’art. 114, Cost., dell’equiordinazione dei poteri diversamente distribuiti a livello territoriale – è stata efficacemente accompagnata dall’esaltazione dei moduli di rappresentanza elaborati e attuati dall’Anci.

6. A seguito di ciò, l’Anci è arrivata a costituire un soggetto di primario rilievo, politico e istituzionale, nel quadro ordinamentale italiano, frequente oggetto di rinvii normativi e di ricercate ed elaborate forme di cooperazione e interazione con gli altri livelli di governo e di rappresentanza territoriale e non.

7. Non appare lontano dal vero sostenere, alla luce di tale evoluzione, che sembra ormai compiuto un vero e proprio processo di “istituzionalizzazione” della rappresentanza unitaria dei Comuni a opera dell’Anci.

8. Nel corso degli anni, l’Anci è riuscita a definire un proprio ruolo attivo, ulteriore e dinamico rispetto a quello della mera rappresentanza e tutela degli enti iscritti; tale ruolo di natura più istituzionale che negoziale, trova una delle sue massime espressioni nella partecipazione alla Conferenza Unificata, così come nella capacità di interlocuzione con gli organismi comunitari.

9. Tale processo va rafforzato, anche con il positivo contributo di riconoscimento, cooperazione ed esperienza concertativa offerto dalle organizzazioni sindacali.

10. Le Parti indicano, a mero titolo esemplificativo, i settori dei servizi pubblici locali, del mercato del lavoro, della fiscalità locale, della programmazione dello sviluppo locale quale terreno di comune interesse e confronto, al di là della mera tornata contrattuale.

11. La stipula del Contratto Collettivo deve rappresentare, pertanto, lo strumento attraverso cui sancire non solo la conclusione di una complessa fase negoziale, bensì il punto più avanzato di formazione e crescita di un confronto globale tra le Parti, tutte consapevoli del valore della sfida che attende i Comuni e l’Associazione che li rappresenta.

12. Ciò detto, le Parti riconoscono che il descritto processo evolutivo comporta un accrescimento dei livelli di responsabilità e professionalità richiesti al personale dipendente dell’Anci, che ne rappresenta una risorsa imprescindibile.

13. In particolare, le Parti convengono sull’opportunità offerta dal contratto collettivo nazionale di definire, con maggiore nitore, il ruolo del personale Anci, coerentemente alle specificità della natura dell’associazione e nell’ottica del riconoscimento e della valorizzazione professionale dello stesso, in un percorso di rafforzamento dell’attuale modello organizzativo, che permetta di soddisfare le sempre più complesse e articolate esigenze di servizio.

14. Lo sforzo – in larga parte già delineato e/o compiuto – di definire la nuova “identità” dell’Anci in un contesto politico-istituzionale profondamente mutato, va seguito e accompagnato da analogo sforzo di isolamento di un’accresciuta “identità” del personale Anci; identità i cui contorni vanno rimarcati intorno al nucleo essenziale della missione dell’associazione dei Comuni.

15. In tale direzione, appaiono già fin d’ora condivisi alcuni obiettivi di natura prioritaria: la programmazione e l’attuazione di significativi processi formativi; la razionalizzazione del modello di organizzazione e gestione dei servizi offerti dal sistema-Anci, con l’affermazione di un principio di salvaguardia e valorizzazione delle risorse interne e dell’attuale natura privatistica (ancorché istituzionale) dell’associazione e del relativo contratto di lavoro; l’esaltazione dell’autonomia della struttura; la ricerca di ogni formula condivisa di flessibilizzazione dell’impiego delle risorse umane; l’individuazione di possibili forme di copertura previdenziale e assistenziale integrativa; la costante focalizzazione del punto d’equilibrio tra esigenze del personale, domanda degli associati, offerta di servizi ed esigenze di bilancio; il significativo accrescimento della capacità di risposta di Anci alle domande degli associati e dell’intero sistema.

16. Per le ragioni appena esposte, appare necessaria una separata e immediata riflessione sull’adeguamento dell’attuale sistema di classificazione del personale. A tal fine, le Parti istituiscono un gruppo di lavoro congiunto. Tale gruppo di lavoro dovrà completare la propria attività entro e non oltre 30 novembre p.v., con la presentazione di una proposta, che costituirà oggetto della contrattazione.

17. Le OO.SS. prendono atto, con soddisfazione, della disponibilità dell’Anci di discutere intorno al c.d. “sistema-Anci”, nella prospettiva, non immediata, di elaborare un quadro sindacale e negoziale il più possibile unitario per tutti i soggetti dello stesso. A tal fine, è impegno delle Parti di costituire un’apposita Commissione di Studio.

18. Il sistema delle relazioni sindacali, nel rispetto della distinzione delle responsabilità delle parti, dovrà essere riordinato in modo coerente con l’obiettivo di contemperare l’interesse dei dipendenti al miglioramento delle condizioni di lavoro e alla crescita professionale, con l’esigenza dell’Anci di innalzare i livelli qualitativi e quantitativi delle attività svolte nell’ambito delle proprie finalità istituzionali, tenendo conto, altresì, delle proprie, ineludibili compatibilità di bilancio.

19. Il perseguimento dell’obiettivo indicato al paragrafo precedente comporta la necessità di un sistema di relazioni sindacali convenientemente articolato in momenti di confronto negoziale e in momenti di interazione non negoziale, atti a garantire un’adeguata partecipazione delle rappresentanze del personale e l’ottimale esaltazione delle reciproche sinergie.

20. A tal fine, le Parti fin d’ora convengono su un sistema di relazioni sindacali tendenzialmente articolato intorno a:

la contrattazione collettiva, che ha il suo momento fondamentale nel contratto collettivo nazionale e che trova ulteriore esplicazione nella contrattazione integrativa;

la partecipazione sindacale che si articola negli istituti dell’informazione, della consultazione e della concertazione, nonché nell’istituzione degli organismi partecipativi previsti dalle leggi vigenti;

le procedure per l’interpretazione autentica dei contratti collettivi e per il raffreddamento dei conflitti.

21. Le Parti riconoscono nel contratto collettivo lo strumento attraverso cui operare per salvaguardare il potere d’acquisto, valorizzare le professionalità interne, rispettare le compatibilità di bilancio e accrescere l’efficienza dei servizi.

22. Nelle more, le Parti si impegnano a dar vita a un sistema stabile d’informazione sugli atti fondamentali dell’Associazione, nonché, ove occorra, di contrattazione sugli aspetti relativi al trattamento giuridico-economico del personale.

Roma, 26 ottobre 2004